Morto Vittorio Baioni, ex Nar coinvolto nelle indagini sul caso Orlandi

Vittorio Baioni è morto in Libia in un incidente in moto, dopo essere stato indicato come possibile figura legata al caso Orlandi. Aveva 69 anni e un passato nell’estremismo di destra, tra indagini e assoluzioni definitive.

caso Orlandi
Morto Vittorio Baioni, ex Nar coinvolto nelle indagini sul caso Orlandi

Vittorio Baioni, 69 anni, è deceduto nel sud della Libia in seguito a un incidente in moto. Il suo nome era tornato di recente all’attenzione pubblica perché associato a uno dei filoni investigativi sulla scomparsa di Emanuela Orlandi, la cittadina vaticana sparita nel 1983.

A diffondere la notizia della morte è stato Pietro Orlandi, fratello della giovane, con un breve messaggio pubblicato sui social. Negli ultimi mesi proprio Orlandi aveva indicato Baioni come possibile elemento utile per approfondire una pista rimasta a lungo in ombra.

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Secondo quanto raccontato dallo stesso Pietro Orlandi, il contatto con Baioni sarebbe avvenuto online. L’uomo gli avrebbe fornito informazioni su una presunta permanenza della ragazza a Londra per diversi anni dopo la scomparsa, descrivendo spostamenti e sistemazioni in piccoli appartamenti.

La pista londinese e le dichiarazioni contrastanti

In alcune interviste, Pietro Orlandi ha riferito anche di aver ricevuto da Baioni un’immagine legata a un oggetto personale della sorella, una collanina riconducibile alla famiglia. Dopo i primi scambi, però, il contatto si sarebbe interrotto senza ulteriori sviluppi.

Baioni ha sempre respinto ogni coinvolgimento nella vicenda. Ha dichiarato di non aver mai conosciuto gli Orlandi e di non essere mai stato a Londra, sostenendo di essere stato tirato in causa per errore.

L’uomo si era presentato anche davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta dedicata alle scomparse di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori, ribadendo la propria estraneità ai fatti e chiedendo che la sua posizione fosse chiarita.

Il suo passato risale agli anni Ottanta, quando fu coinvolto nelle indagini sui Nuclei Armati Rivoluzionari. In quel periodo subì condanne nei primi gradi di giudizio per reati legati alla detenzione di armi, ma venne poi assolto definitivamente dalla Cassazione.

Durante l’audizione in Commissione, Baioni aveva ammesso di aver conosciuto Cristiano Fioravanti, negando però qualsiasi partecipazione a attività politiche comuni. Ha inoltre sostenuto che, nel giugno del 1983, periodo della scomparsa di Orlandi, si trovava già detenuto.