Bambini isolati nei boschi di Cefalù, indagini su una comunità guidata da un santone
Due bambini sono stati trovati nei boschi di Gibilmanna dopo mesi senza scuola né cure per scelta delle madri. Vivevano in un casolare umido vicino Cefalù, dormendo su un materassino, isolati da servizi essenziali.
Due minori, di 7 e 11 anni, sono stati recuperati nei giorni scorsi in una zona montana sopra Cefalù, nei boschi di Gibilmanna. I piccoli vivevano da tempo in un casolare isolato insieme alle madri, lontani da scuola e assistenza sanitaria.
L’intervento è stato disposto dalla Procura per i minorenni e portato a termine dalla polizia giudiziaria. All’arrivo degli agenti, i bambini si trovavano in un edificio fatiscente, segnato da umidità e condizioni igieniche precarie. Dormivano su un materassino gonfiabile e, secondo gli accertamenti, non avevano mai frequentato la scuola né ricevuto vaccinazioni.
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Dopo il controllo, i minori e le due donne sono stati allontanati dall’area e affidati temporaneamente a un contesto ritenuto più sicuro, presso l’abitazione di un familiare. La loro posizione è ora seguita dal tribunale per i minorenni, che dovrà valutare i provvedimenti più adeguati.
La vicenda ha fatto emergere l’esistenza di una comunità stabile nella zona, composta da circa quindici persone di varie nazionalità. Il gruppo, secondo chi indaga, ruota attorno a un uomo di origine tedesca considerato una figura di riferimento carismatica.
Alcuni membri vivono stabilmente nei dintorni, anche in abitazioni affittate, mentre altri gravitano attorno al nucleo principale nel bosco. La Procura di Termini Imerese ha aperto un fascicolo per chiarire le condizioni di vita all’interno del gruppo e accertare eventuali responsabilità nella gestione dei minori.