Referendum giustizia, Meloni riconosce la sconfitta e rilancia sulla legge elettorale

Giorgia Meloni ammette la sconfitta al referendum sulla giustizia dopo la vittoria del No, riconoscendo il risultato ma confermando la linea del governo. Il messaggio arriva con un video girato nel giardino di casa, tono diretto e senza filtri.

Meloni
Referendum giustizia, Meloni riconosce la sconfitta e rilancia sulla legge elettorale

Giorgia Meloni interviene poche ore dopo l’esito del referendum sulla giustizia, segnato dalla vittoria del No. Lo fa con un breve video pubblicato sui social, registrato all’aperto, probabilmente nella sua abitazione romana. La premier non cerca attenuanti e prende atto del risultato, definendolo una decisione da rispettare.

Nel messaggio ribadisce che il voto non cambia la rotta dell’esecutivo. Il governo resta in carica e prosegue il lavoro già avviato. Nessuna apertura a scenari di crisi o elezioni anticipate. L’obiettivo dichiarato è portare avanti la legislatura senza scosse e mantenere la stabilità.

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Meloni parla di occasione mancata per intervenire sulla giustizia, ma assicura che l’impegno sulle riforme non si ferma. Tra le priorità torna la legge elettorale, considerata centrale in vista delle prossime politiche e collegata al progetto di rafforzamento del premierato.

All’interno della maggioranza la linea è condivisa. Forza Italia sottolinea che il referendum non rappresenta un giudizio sull’operato del governo e invita ad abbassare i toni dopo una campagna ritenuta troppo polarizzata. Anche dalla Lega arriva un richiamo alla compattezza, con l’idea di proseguire sulle riforme della giustizia.

Secondo diversi esponenti del centrodestra, il voto ha assunto un carattere politico più che tecnico. La forte mobilitazione sul No avrebbe inciso sull’esito finale, spostando l’attenzione su temi come la difesa della Costituzione e il timore di eccessiva concentrazione di potere.

Nonostante la battuta d’arresto, la maggioranza conferma il calendario parlamentare. La riforma elettorale resta sul tavolo, con una proposta già depositata alla Camera. L’obiettivo è garantire governi più stabili e una chiara indicazione degli elettori su chi deve guidare il Paese.

Resta aperto anche il fronte interno legato al caso Delmastro, che continua a pesare sul clima politico. Non sono previste dimissioni, ma si valutano possibili aggiustamenti organizzativi al ministero della Giustizia. Un dossier ancora in evoluzione che potrebbe avere sviluppi a breve.