Referendum giustizia, vittoria del No e opposizioni all'attacco del governo Meloni

Elly Schlein rivendica la vittoria del No al referendum sulla giustizia e la attribuisce alla mobilitazione degli elettori, soprattutto giovani, con oltre 14 milioni di voti e un margine netto sul Sì.

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Referendum giustizia, vittoria del No e opposizioni all'attacco del governo Meloni

La sera del voto si chiude con le opposizioni in piazza a Roma. Sul palco, insieme ai comitati contrari alla riforma, i leader del centrosinistra festeggiano un risultato che supera le attese. Elly Schlein sintetizza tutto in poche parole: “Abbiamo vinto”, rivendicando il successo del fronte del No.

I dati finali parlano chiaro: oltre 14 milioni di voti contrari alla riforma e circa due milioni di scarto rispetto al Sì. Un risultato che, secondo Goffredo Bettini, supera persino i consensi raccolti dal centrosinistra nelle ultime elezioni politiche ed europee.

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La lettura politica arriva subito. Matteo Renzi parla di una battuta d’arresto per il governo e attacca direttamente la presidente del Consiglio, sostenendo che il voto segni l’inizio di una fase difficile per l’esecutivo. Sulla stessa linea anche Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, che vedono nel risultato un segnale chiaro per il futuro politico del Paese.

A rilanciare il fronte progressista è Giuseppe Conte, che interpreta il voto come una richiesta di cambiamento da parte degli elettori. Per l’ex premier si apre una fase nuova e il centrosinistra può puntare a costruire un’alternativa credibile, anche attraverso primarie aperte per scegliere la leadership.

Schlein arriva più tardi davanti ai giornalisti e insiste sul significato politico del risultato. Sottolinea il ruolo decisivo dei giovani e la compattezza dell’elettorato dem, che avrebbe sostenuto il No in larga maggioranza. Per la segretaria del Pd, la riforma è stata respinta perché giudicata sbagliata, pur riconoscendo la necessità di interventi sulla giustizia.

La leader dem non chiede le dimissioni di Giorgia Meloni, ma invita il governo ad ascoltare il segnale arrivato dalle urne. Allo stesso tempo guarda avanti: secondo Schlein esiste già una possibile maggioranza alternativa e il compito del centrosinistra ora è organizzarla, definendo programma e leadership anche attraverso eventuali primarie.