Trump annuncia colloqui con Iran ma Teheran smentisce trattative dirette
Donald Trump parla di contatti positivi con l’Iran per fermare la guerra, ma Teheran smentisce trattative dirette e ridimensiona tutto a semplici messaggi indiretti. Sullo sfondo restano tensioni militari e mosse diplomatiche.
Donald Trump sostiene che tra Stati Uniti e Iran siano in corso contatti incoraggianti per mettere fine al conflitto. Il presidente americano parla di incontri “molto positivi” nelle ultime 48 ore e di un possibile accordo complessivo per chiudere le ostilità in Medio Oriente.
La prima decisione concreta riguarda lo stop temporaneo alle operazioni militari: Washington ha rinviato per cinque giorni l’attacco contro infrastrutture energetiche iraniane. Una pausa che, secondo Trump, potrebbe aprire la strada a una soluzione più ampia.
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Il leader statunitense indica anche un obiettivo preciso, il 9 aprile, come possibile data per arrivare a un’intesa. Nel frattempo lega l’esito dei contatti alla riapertura dello Stretto di Hormuz, bloccato da settimane e cruciale per il traffico globale di petrolio.
Secondo la versione americana, sarebbe stata Teheran a farsi avanti per prima. Trump insiste anche su un punto centrale: lo smantellamento del programma nucleare iraniano e il controllo sull’uranio arricchito prodotto dal Paese.
Dietro le quinte si muove una rete di mediatori. Messaggi sarebbero stati scambiati tramite Turchia, Egitto e Pakistan, mentre emissari statunitensi avrebbero riallacciato contatti con rappresentanti iraniani. Si lavora all’ipotesi di un incontro in Pakistan già nei prossimi giorni.
Nonostante le aperture, la macchina militare resta attiva. Gli Stati Uniti stanno rafforzando la presenza nella regione con l’invio di circa 2.200 Marines e nuove unità navali. Il Pentagono valuta anche l’impiego di paracadutisti per eventuali operazioni rapide.
Da Teheran arrivano però segnali opposti. Il presidente del Parlamento iraniano parla di necessità di punire gli aggressori e nega qualsiasi negoziato diretto con Washington, accusando gli Stati Uniti di diffondere notizie false per influenzare i mercati.
Anche il ministero degli Esteri iraniano conferma solo lo scambio di messaggi tramite Paesi terzi. Nessun colloquio ufficiale, almeno secondo la versione ufficiale, negli ultimi giorni di conflitto.
Nonostante le smentite pubbliche, fonti iraniane ammettono contatti indiretti recenti con gli Stati Uniti, definiti come tentativi di ridurre la tensione. Un segnale che lascia intravedere movimenti diplomatici, pur senza un vero negoziato dichiarato.