Epatite A a Napoli, stop ai frutti di mare crudi dopo i ricoveri al Cotugno
Epatite A a Napoli con 54 ricoveri al Cotugno per consumo di frutti di mare contaminati. Le autorità vietano molluschi crudi e rafforzano i controlli, mentre emergono nuovi casi e sequestri di prodotti non tracciati.
L’epatite A continua a diffondersi in Campania e tiene sotto osservazione le strutture sanitarie. All’ospedale Cotugno di Napoli si contano 54 pazienti ricoverati nei reparti di malattie infettive, con otto nuovi ingressi registrati nella giornata di domenica 22 marzo 2026.
Dalla direzione dell’Azienda ospedaliera dei Colli arriva un messaggio rassicurante: le condizioni cliniche dei pazienti non destano preoccupazione e la disponibilità dei posti letto viene seguita giorno per giorno, senza criticità.
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Per ridurre il rischio di contagio, il Comune di Napoli invita a consumare cozze e molluschi solo dopo adeguata cottura. I prodotti devono essere acquistati esclusivamente presso rivenditori autorizzati, in grado di garantire provenienza controllata e corretta conservazione.
Le stesse precauzioni valgono anche per altri alimenti consumati crudi, come frutta e verdura, che devono essere lavati con attenzione prima di essere portati in tavola.
Misure più rigide anche a Sorrento, dove il commissario straordinario Rosalba Scialla ha firmato un’ordinanza che vieta la vendita e la somministrazione di molluschi crudi in ristoranti, negozi e laboratori alimentari.
Non sono mancati i controlli sul territorio. A Torre del Greco i carabinieri hanno sequestrato 35 chili di vongole veraci trasportate senza documentazione. Il proprietario, un uomo di 73 anni, è stato denunciato per violazione delle norme sanitarie e dell’ordinanza comunale.
Le autorità sanitarie ribadiscono che il rispetto delle regole igieniche, insieme alla corretta cottura dei prodotti ittici e all’acquisto tramite canali autorizzati, resta il modo più efficace per limitare la diffusione del virus e tutelare la salute dei cittadini.