Manager chiude prima il McDonald's e viene licenziato il giudice annulla tutto

Il manager di un McDonald’s in Trentino licenziato per aver chiuso in anticipo durante una serata critica viene reintegrato dal giudice che boccia la decisione dell’azienda e riconosce anche un risarcimento economico.

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Manager chiude prima il McDonald's e viene licenziato il giudice annulla tutto

Una serata fuori controllo, pochi dipendenti e un locale pieno. In quel contesto, il manager di un McDonald’s in Trentino decide di abbassare le serrande con due ore di anticipo. Una scelta che gli costa il posto, ma che il tribunale del lavoro ha poi giudicato legittima.

I fatti risalgono al 9 settembre 2024, giorno della riapertura delle scuole. Il ristorante è preso d’assalto e il personale non basta a gestire clienti e ordini. Il responsabile, in servizio dal 2013, segnala il problema nel pomeriggio ai superiori attraverso una chat interna, senza ricevere risposte utili.

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Con la situazione ormai difficile da gestire, decide di chiudere il locale alle 22, mantenendo attivo solo il Drive. Una scelta presa, secondo la sua versione, per evitare disservizi e rischi organizzativi.

L’azienda non condivide la decisione e avvia subito il licenziamento per giusta causa. Secondo la società, quella chiusura anticipata avrebbe causato perdite economiche e danneggiato l’immagine del marchio.

Il manager però impugna il provvedimento e porta il caso davanti al tribunale. Durante il processo, la società chiede anche un risarcimento di 70mila euro, sostenendo di aver subito mancati incassi e un danno reputazionale.

Il giudice del lavoro di Rovereto respinge questa richiesta, definendola priva di prove e basata su valutazioni esagerate. La ricostruzione dell’azienda non convince e viene considerata non supportata da elementi concreti.

La sentenza ribalta completamente la vicenda. Il licenziamento viene dichiarato illegittimo e il manager deve essere reintegrato. Inoltre, la società è condannata a versare circa 32mila euro, pari a dodici mensilità, oltre ai contributi.

Non solo. Il tribunale dispone anche un pagamento aggiuntivo di 3mila euro per lite temeraria, ritenendo che la richiesta avanzata dall’azienda sia stata portata avanti con colpa grave.