Ultimatum di Trump sull'Hormuz e risposta iraniana alza la tensione
Donald Trump minaccia l’Iran con un ultimatum su Hormuz e lega la richiesta alla sicurezza energetica globale. Washington fissa 48 ore per riaprire il passaggio mentre Teheran risponde annunciando possibili ritorsioni e una chiusura totale.
Donald Trump ha imposto un termine di 48 ore all’Iran per riaprire lo Stretto di Hormuz, passaggio chiave per il traffico mondiale di petrolio. In caso contrario, gli Stati Uniti sono pronti a colpire le principali infrastrutture energetiche iraniane, con effetti pesanti sull’intero sistema energetico del Paese.
La replica di Teheran è arrivata in modo netto. I vertici militari hanno fatto sapere che un attacco americano provocherebbe una risposta immediata contro gli interessi statunitensi nella regione, inclusi gli impianti energetici nei Paesi del Golfo. Sul tavolo anche la minaccia di chiudere completamente lo stretto fino alla ricostruzione delle strutture danneggiate.
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Oggi nello stretto transitano solo poche petroliere autorizzate dall’Iran. Una chiusura totale avrebbe effetti diretti sui mercati, considerando che da lì passa circa il 20% del petrolio mondiale. I prezzi dei carburanti, già in crescita, rischierebbero ulteriori rincari.
L’ultimatum rientra nell’operazione militare avviata da Washington a fine febbraio. Trump ha ribadito pubblicamente la linea dura, indicando come obiettivo la distruzione delle principali centrali iraniane in caso di mancata apertura del passaggio marittimo.
Le richieste degli Stati Uniti non si fermano allo stretto. Washington pretende anche limiti al programma nucleare e missilistico iraniano e la fine del sostegno a gruppi armati nella regione. L’Iran ha respinto tutto, rilanciando con condizioni opposte, tra cui il ritiro delle basi americane e un risarcimento economico.
Nel frattempo, gli Stati Uniti rafforzano la presenza militare nell’area con uomini e mezzi. Secondo fonti vicine alla Casa Bianca, un’eventuale operazione per riaprire lo stretto potrebbe richiedere settimane e un ampliamento delle operazioni militari già in corso.