Delitto di Garlasco, la nuova perizia cambia la scena dell'omicidio Chiara Poggi

Chiara Poggi fu uccisa a Garlasco nel 2007 e una nuova perizia riapre il caso indicando una colluttazione prolungata. Sul corpo segni di difesa attiva, mentre resta ignota l’arma del delitto.

Garlasco
Delitto di Garlasco, la nuova perizia cambia la scena dell'omicidio Chiara Poggi

Non sarebbe stata un’aggressione fulminea. La morte di Chiara Poggi, avvenuta il 13 agosto 2007 nella villetta di Garlasco, viene oggi riletta alla luce di nuovi elementi che descrivono uno scontro più lungo e violento di quanto ritenuto finora.

Le indicazioni emerse dalla consulenza dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo, anticipate in televisione, parlano di una giovane che avrebbe tentato di difendersi. Sul corpo sono stati individuati lividi, escoriazioni ed ecchimosi su arti superiori e inferiori, segni compatibili con una reazione fisica e non con un attacco improvviso.

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L’ipotesi è che la vittima abbia affrontato il suo aggressore in una vera e propria colluttazione, mentre veniva colpita con un oggetto contundente, probabilmente un martello mai recuperato dagli investigatori. L’assenza dell’arma resta uno dei punti irrisolti dell’intera vicenda.

La sequenza dell’aggressione, secondo questa ricostruzione, si sarebbe sviluppata in più momenti tra il piano terra e le scale dell’abitazione di via Pascoli. Un’azione non concentrata in pochi secondi, ma distribuita nel tempo, con conseguenze dirette sulla durata complessiva del delitto.

Questo elemento incide anche sulla tempistica attribuita ad Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l’omicidio. Una dinamica più lunga appare difficilmente compatibile con l’intervallo di 23 minuti su cui si è basata la ricostruzione processuale.

Al centro torna anche il Dna rinvenuto sotto le unghie della vittima. In un contesto di contatto diretto e prolungato, quelle tracce acquistano un peso diverso. Uno dei profili genetici sarebbe compatibile con Andrea Sempio, attualmente indagato per concorso in omicidio.

La nuova lettura dei fatti ridisegna l’intero quadro: una vittima che reagisce, un’aggressione articolata e tracce biologiche che potrebbero offrire nuove risposte su quanto accaduto nella casa di Garlasco.