Iran colpisce Israele, missili oltre lo scudo e timori per l'Europa
Iran colpisce Israele con missili che superano le difese causando decine di feriti ad Arad e Dimona mentre cresce l’allarme per la gittata fino a 4000 chilometri e il possibile rischio anche per l’Europa
L’attacco iraniano segna un nuovo passaggio nel conflitto con Israele. Un missile balistico ha centrato Arad, nel sud del Paese, causando oltre 60 feriti. L’ordigno, con una testata di circa 450 chili, ha superato i sistemi difensivi israeliani, mettendo in difficoltà anche l’Iron Dome.
Nella stessa giornata un secondo missile ha colpito Dimona, provocando altri feriti. I raid arrivano mentre la guerra entra nella quarta settimana e mostrano una capacità offensiva ancora attiva, nonostante le valutazioni statunitensi che davano il programma missilistico iraniano quasi neutralizzato.
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Il quadro si allarga oltre il Medio Oriente. Due missili sono stati lanciati verso la base anglo-americana di Diego Garcia, nell’Oceano Indiano, a circa 4.000 chilometri di distanza. Uno si è fermato per problemi tecnici, l’altro è stato intercettato, ma il dato rilevante è la portata del tentativo.
Secondo Israele, Teheran dispone ora di vettori in grado di colpire anche città europee. Le forze armate e il ministero degli Esteri parlano di una minaccia che supera i confini regionali e riguarda decine di Paesi tra Europa, Asia e Africa, citando capitali come Londra, Parigi e Berlino.
Il premier Benjamin Netanyahu ha definito la serata “molto difficile” e ha ribadito la volontà di proseguire le operazioni militari. Dello stesso tenore le parole del capo di Stato Maggiore Eyal Zamir, che ha indicato la prosecuzione della campagna anche nei prossimi giorni.
Da Teheran arriva invece una lettura opposta. Il presidente del Parlamento, Mohammed Bagher Ghalibaf, sostiene che il superamento delle difese israeliane dimostra un cambio di fase nel conflitto. Secondo la sua versione, Israele non sarebbe più in grado di proteggere il proprio spazio aereo e l’Iran sarebbe pronto a passare a nuovi livelli operativi.