Cane trova una boccetta in giardino e riapre il caso Ashford
Paul Phillips racconta che il cane Stanley ha trovato una boccetta nel giardino mentre scavava sempre nello stesso punto. L’uomo collega il ritrovamento a un omicidio del 1865 avvenuto accanto alla sua casa, aggiungendo un dettaglio inquietante.
Nel Devon, a Clyst Honiton, un Labrador ha portato alla luce un oggetto che riporta alla cronaca nera dell’Ottocento. Stanley, il cane di Paul Phillips, 49 anni, ha iniziato a scavare con ostinazione nello stesso punto del giardino, ignorando i tentativi del proprietario di sistemare il terreno.
Dopo giorni di buche e terra smossa, è emersa una piccola bottiglia di vetro blu. Una volta ripulita, sulla superficie si legge chiaramente “Not to be taken”, cioè “da non assumere”. Si tratta di una tipica boccetta di veleno diffusa a metà del XIX secolo.
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Il ritrovamento ha spinto Phillips a cercare informazioni sulla zona. È così che è tornato alla memoria il caso di William Ashford, ucciso nel 1865. La sua abitazione si trovava proprio accanto al terreno dove oggi sorge la casa dell’uomo.
Secondo le ricostruzioni dell’epoca, la moglie Mary Ann fu accusata di aver avvelenato il marito con arsenico per incassare l’eredità e fuggire con un amante molto più giovane. Il processo si svolse nel marzo 1866 e la giuria emise il verdetto di colpevolezza in pochi minuti.
L’esecuzione, avvenuta a Exeter davanti a circa 20mila persone, fu lunga e drammatica. La morte per impiccagione richiese diversi minuti, lasciando un segno profondo tra i presenti e contribuendo al successivo divieto delle esecuzioni pubbliche introdotto nel 1868.
Ora la bottiglia ritrovata è al vaglio di esperti locali. Phillips si interroga sul motivo per cui un contenitore simile fosse sepolto proprio lì. Stanley, intanto, continua a tornare in quel punto del giardino, come se non avesse ancora finito di scavare.