Giornata internazionale della felicità il 20 marzo perché nasce e cosa rappresenta
Il 20 marzo l’Onu celebra la Giornata internazionale della felicità per promuovere il benessere come diritto globale. La scelta coincide con l’equinozio di primavera, simbolo di rinascita e nuovo equilibrio.
Venerdì 20 marzo si celebra nel mondo la Giornata internazionale della felicità, istituita dalle Nazioni Unite nel 2012. La ricorrenza nasce per richiamare governi e cittadini a un obiettivo concreto: migliorare la qualità della vita, andando oltre i soli indicatori economici.
La data non è casuale. Coincide con l’equinozio di primavera, momento che segna un passaggio stagionale e richiama l’idea di equilibrio e rinnovamento. Un simbolo scelto per legare il benessere individuale a quello collettivo.
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La proposta arrivò da Jayme Illien, consigliere speciale dell’Onu cresciuto in un orfanotrofio di Calcutta. A sostenere l’iniziativa fu il Bhutan, Paese che già dagli anni Settanta misura il progresso con la Felicità Nazionale Lorda invece che con il Pil.
La giornata invita gli Stati a investire su politiche che favoriscano una crescita più equa, la tutela dell’ambiente e la pace sociale. Allo stesso tempo coinvolge anche i cittadini, chiamati a partecipare con iniziative locali, attività nelle scuole e gesti quotidiani di attenzione verso gli altri.