Meloni esclude missioni militari su Hormuz e rilancia la linea diplomatica dell'Ue
Giorgia Meloni esclude un intervento militare nello stretto di Hormuz dopo il Consiglio europeo, chiarendo che l’Europa punta su diplomazia e sicurezza energetica. Sul tavolo anche migranti e Ucraina, con tensioni sul prestito a Kiev.
Giorgia Meloni chiarisce la posizione italiana sulla crisi iraniana e sullo stretto di Hormuz: non è prevista alcuna missione militare per forzare eventuali blocchi alla navigazione. La presidente del Consiglio lo ha ribadito al termine del Consiglio europeo, spiegando che alcune interpretazioni circolate non corrispondono alla linea reale.
L’ipotesi, semmai, riguarda un possibile contributo in una fase successiva al conflitto. In quel caso, ha precisato, si tratterebbe di iniziative condivise con le parti coinvolte per garantire la sicurezza delle rotte marittime e la libertà di transito.
Leggi anche: Giorgia Meloni delusa dall'UE: a un bivio tra moderazione e la linea dura di Orban
Nel vertice europeo, gran parte del confronto si è concentrato sulla necessità di ridurre la tensione. I Paesi dell’Unione, ha ricordato Meloni, non sono direttamente coinvolti nelle operazioni militari e stanno lavorando soprattutto sul piano diplomatico. Il tema è stato affrontato anche durante un incontro con il segretario generale dell’Onu, António Guterres.
Tra i punti discussi, anche la tutela delle infrastrutture energetiche. L’Italia ha chiesto di inserire nelle conclusioni del Consiglio un riferimento a una moratoria sugli attacchi, dopo gli episodi registrati negli ultimi giorni che mettono a rischio approvvigionamenti e stabilità.
La crisi in Iran potrebbe avere effetti anche sui flussi migratori. Secondo Meloni, l’Europa deve muoversi in anticipo per evitare una nuova emergenza come quella del 2015. Da qui la proposta, sostenuta anche da altri Paesi, di rafforzare i controlli alle frontiere esterne e prevenire eventuali pressioni migratorie.
Spazio infine al dossier Ucraina. Il Consiglio europeo ha confermato il sostegno completo a Kiev, ma resta aperto il nodo del prestito da 90 miliardi bloccato dall’Ungheria. Per Meloni, la soluzione è possibile con un compromesso: riaprire il gasdotto Druzhba e, in cambio, sbloccare i fondi.
Sul fronte interno, la presidente del Consiglio ha confermato la permanenza al suo posto del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, rispondendo in modo netto alle domande dei cronisti.