Guerra contro l'Iran, il Pentagono chiede oltre 200 miliardi al Congresso

Donald Trump avvia la guerra contro l’Iran e il Pentagono chiede oltre 200 miliardi per sostenerla. L’operazione Epic Fury partita il 28 febbraio ha già superato 11 miliardi nella prima settimana mentre cresce la pressione sui conti Usa.

Iran
Guerra contro l'Iran, il Pentagono chiede oltre 200 miliardi al Congresso

L’amministrazione guidata da Donald Trump deve fare i conti con il costo crescente della campagna militare contro l’Iran. Il Dipartimento della Difesa ha preparato una richiesta superiore ai 200 miliardi di dollari da sottoporre al Congresso per finanziare l’operazione Epic Fury, iniziata il 28 febbraio.

Il piano, secondo fonti interne, punta a coprire spese immediate e a garantire risorse anche per le fasi successive del conflitto. Tra le priorità indicate dal Pentagono c’è l’aumento della produzione di armamenti, con particolare attenzione alle scorte di munizioni, destinate a esaurirsi rapidamente.

Leggi anche: Conferenza per l'Ucraina a Roma: firmati oltre 200 accordi per la ricostruzione, investimenti per 10 miliardi

Il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha difeso la richiesta, spiegando che servono fondi per sostenere le operazioni militari e rifornire le forze armate. Ha chiarito che le munizioni utilizzate verranno rimpiazzate in tempi brevi, segno di un impiego intensivo sul campo.

La proposta rischia però di incontrare forti resistenze in Congresso. Alla Casa Bianca c’è chi ritiene difficile ottenere l’approvazione di una cifra così elevata, soprattutto in un momento segnato dall’aumento dei prezzi del petrolio e dalle ricadute sul costo dei carburanti anche negli Stati Uniti.

Intanto da Teheran arrivano critiche dure. Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha accusato Washington di aver imposto una guerra “per scelta”, sostenendo che i costi reali supereranno di molto la cifra richiesta. Ha inoltre puntato il dito contro il governo israeliano e i suoi alleati a Washington.

Secondo fonti vicine all’amministrazione, il Pentagono ha presentato diverse opzioni nelle ultime due settimane per sostenere lo sforzo bellico. Resta però il nodo della capacità dell’industria della difesa americana di aumentare rapidamente la produzione necessaria.

Né il Dipartimento della Difesa né la Casa Bianca hanno rilasciato commenti ufficiali. Le stime indicano che nei primi sette giorni di operazioni la spesa ha già superato gli 11 miliardi di dollari, confermando l’impatto immediato del conflitto sui conti federali.