Anziani morti in ambulanza nel Forlivese, undici casi sotto indagine e accertamenti su una siringa
Luca Spada è indagato per morti sospette in ambulanza nel Forlivese e i casi salgono a undici, mentre gli investigatori analizzano una siringa trovata su un mezzo di soccorso per chiarire le cause dei decessi.
Si allarga l’inchiesta sulle morti avvenute durante trasporti sanitari nel territorio di Forlì. I decessi sospetti sono arrivati a undici, oltre il doppio rispetto ai cinque episodi già contestati a Luca Spada, 27 anni, autista soccorritore della Croce Rossa, indagato per omicidio volontario continuato.
I fatti risalgono al 2025 e riguardano pazienti anziani che si sono sentiti male durante il trasferimento verso ospedali o strutture sanitarie. In diversi casi il peggioramento è stato improvviso e si è verificato mentre erano a bordo dell’ambulanza per visite o controlli programmati.
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Gli accertamenti dei carabinieri del Nas hanno progressivamente ampliato il numero degli episodi da verificare. I casi inizialmente erano otto, poi sono saliti a undici. Al momento si tratta di morti ritenute sospette e non tutte sono state ancora formalmente contestate.
Tra gli episodi più recenti c’è quello di una donna di 85 anni diretta a una seduta di riabilitazione. Sul corpo è stata eseguita l’autopsia, ma i risultati restano coperti da riserbo. Un altro caso riguarda un anziano ospite di una struttura di lungodegenza, colpito da una crisi cardio-respiratoria durante il trasporto per una visita specialistica e morto nei giorni successivi.
Un passaggio chiave riguarda le analisi dei Ris di Parma, dove sono stati esaminati oggetti sequestrati su un’ambulanza utilizzata dall’indagato. Tra il materiale repertato figurano due siringhe, una con liquido, cateteri, accessi venosi, aghi e altri strumenti sanitari.
Gli investigatori stanno cercando di stabilire la natura delle sostanze presenti e verificare eventuali collegamenti con i decessi. I primi esiti tecnici potrebbero arrivare nelle prossime settimane.
Sul fronte legale, la difesa di Spada sostiene che gli strumenti sequestrati si trovavano a bordo del mezzo su cui lavorava. Di diverso avviso i familiari di alcune vittime, secondo cui quel materiale non avrebbe dovuto essere nella disponibilità dell’indagato. Gli accertamenti proseguono per chiarire ogni responsabilità.