Crosetto avverte sull'Iran Centinaia di cellule dormienti pronte ad agire
Guido Crosetto avverte sul rischio terrorismo legato all’Iran e spiega che la minaccia nasce dalla presenza di cellule dormienti pronte ad agire. Il ministro indica centinaia di persone già attive da anni in diversi Paesi.
Il ministro della Difesa Guido Crosetto esclude al momento attacchi diretti dell’Iran contro l’Italia, ma richiama l’attenzione su un altro fronte. Il pericolo, spiega, è rappresentato dal terrorismo e dalla presenza di cellule dormienti iraniane distribuite in vari Paesi, attivabili in qualsiasi momento.
Secondo il ministro, si tratta di centinaia di individui inseriti da anni in contesti diversi e pronti a colpire anche con azioni suicide. Una rete silenziosa che riguarda soprattutto gli Stati non coinvolti direttamente nel conflitto, ma esposti a minacce interne difficili da prevenire.
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Crosetto descrive uno scenario internazionale complesso. Gli Stati Uniti, osserva, puntavano a indebolire la leadership di Teheran colpendo il vertice del sistema, ma la risposta iraniana segue un’altra linea. L’obiettivo sarebbe allargare il caos oltre lo scontro diretto con Israele e Washington, coinvolgendo anche i Paesi del Golfo e mettendo sotto pressione l’economia globale.
Il ministro richiama poi un aspetto già visto in altri conflitti recenti: la resistenza può contare più della forza militare. In questo quadro, gruppi frammentati ma coordinati avrebbero il compito di destabilizzare più aree possibili, complicando le strategie occidentali.
Tra le possibili soluzioni, Crosetto propone una coalizione internazionale per garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz. Un’iniziativa che dovrebbe coinvolgere più nazioni, evitando che venga percepita come un’azione ostile da parte dell’Iran e consentendo così la ripresa del traffico marittimo.
Il ministro guarda anche al ruolo delle istituzioni globali. In queste ore il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres è impegnato in incontri con i leader europei, e l’auspicio è che si possa arrivare a una linea comune capace di rafforzare l’azione delle Nazioni Unite.