Epatite A in Campania, casi in aumento e rischio legato ai molluschi crudi
In Campania salgono a 133 i casi di epatite A legati al consumo di frutti di mare crudi durante le feste, con controlli rafforzati sulla filiera e nuove indicazioni per ridurre i contagi.
In Campania si registra un aumento dei contagi da epatite A, arrivati a 133 al 18 marzo. L’incremento è stato associato soprattutto al consumo di frutti di mare crudi, tradizione diffusa nel periodo natalizio. La Regione ha disposto verifiche più stringenti sulla filiera dei molluschi e ha intensificato le attività di prevenzione.
L’infezione è causata dal virus Hav e colpisce il fegato. Si trasmette per via oro-fecale, cioè attraverso acqua o alimenti contaminati, oppure tramite contatto diretto con una persona infetta. Il virus può essere presente nelle feci già diversi giorni prima dei sintomi, mentre il periodo di incubazione varia tra due settimane e circa un mese e mezzo.
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I segnali più comuni includono febbre, nausea, stanchezza, dolori addominali, urine scure e ittero. Nei bambini, però, la malattia può manifestarsi senza sintomi evidenti, rendendo più difficile riconoscerla e limitarne la diffusione.
Tra gli alimenti più a rischio ci sono i molluschi bivalvi come cozze, vongole e ostriche, che possono accumulare virus filtrando acqua contaminata. Anche frutta, verdura, frutti di bosco e acqua non sicura possono veicolare il contagio se consumati crudi o non trattati correttamente.
Gli esperti raccomandano di evitare molluschi crudi o poco cotti. La semplice apertura delle valve non basta a garantire la sicurezza: la cottura deve essere completa e uniforme. È inoltre consigliato acquistare solo prodotti tracciati, verificando etichette e modalità di conservazione, ed evitare vendite fuori dai circuiti ufficiali.
Per i frutti di bosco, quelli freschi vanno lavati con cura sotto acqua potabile. I prodotti surgelati devono essere consumati solo dopo cottura, portandoli a ebollizione per almeno due minuti. L’uso a crudo in dolci o dessert è sconsigliato.
Le regole igieniche restano fondamentali: lavarsi le mani con acqua e sapone prima di mangiare o cucinare, separare cibi crudi e cotti, pulire superfici e utensili e usare solo acqua sicura. Chi presenta sintomi gastrointestinali o sospetti non dovrebbe preparare alimenti per altri.
La vaccinazione rappresenta la protezione più efficace, soprattutto per chi è stato a contatto con casi accertati o appartiene a categorie a rischio. In caso di esposizione recente, è importante intervenire rapidamente rivolgendosi al medico o ai servizi sanitari.
Chi accusa sintomi come nausea persistente, forte affaticamento, dolore addominale o colorazione gialla della pelle deve consultare un medico. Nella maggior parte dei casi la guarigione è completa, ma negli adulti più anziani o in presenza di malattie epatiche il decorso può essere più complesso.