Joe Kent indagato dall'Fbi dopo le dimissioni contro la guerra in Iran
Joe Kent è sotto indagine dell’Fbi per presunta fuga di notizie riservate dopo le dimissioni dal vertice antiterrorismo, motivate dal dissenso sulla guerra in Iran e da accuse dirette alla linea politica degli Stati Uniti.
L’Fbi ha avviato un’indagine su Joe Kent, fino a pochi giorni fa direttore del Centro nazionale antiterrorismo degli Stati Uniti, per una possibile diffusione di informazioni riservate. L’inchiesta, secondo fonti informate, era già in corso prima delle sue dimissioni, presentate all’inizio della settimana.
La decisione di lasciare l’incarico è arrivata in aperto contrasto con la linea di Washington sul conflitto in Iran. Kent ha spiegato di non poter sostenere l’intervento militare, sostenendo che Teheran non rappresentasse una minaccia immediata per gli Stati Uniti e attribuendo l’escalation alle pressioni di Israele e dei suoi alleati negli Usa.
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Le dimissioni hanno provocato reazioni immediate. Il presidente Donald Trump ha liquidato la scelta con toni duri, affermando di non rimpiangere l’uscita di Kent dall’amministrazione e ribadendo che l’Iran rappresenta un pericolo concreto per la sicurezza internazionale. Anche altri funzionari della Casa Bianca hanno contestato le dichiarazioni contenute nella lettera di addio.
Il profilo di Kent è segnato da una lunga esperienza nella sicurezza nazionale. Ex membro delle forze speciali e già operativo nella Cia, ha vissuto direttamente il conflitto in Medio Oriente, dove ha perso la moglie in un attentato in Siria. Un episodio che ha inciso sulla sua visione delle operazioni militari all’estero.
Negli ultimi anni si era avvicinato all’area politica legata al movimento Maga, partecipando anche a campagne elettorali, prima di prendere le distanze da parte dell’establishment repubblicano. La sua uscita di scena riapre ora il dibattito sulle divisioni interne all’amministrazione americana e sulla gestione della crisi in Medio Oriente.