Famiglia nel bosco, ricorso contro l'allontanamento e accuse di pregiudizio sui genitori
Tre bambini allontanati e la madre Catherine accusata di comportamenti inadeguati mentre vivevano isolati nel bosco. I legali contestano il provvedimento e denunciano errori nelle relazioni e nelle modalità dell’intervento.
Una coppia anglo-australiana finisce al centro di un caso giudiziario dopo l’allontanamento dei figli deciso dal Tribunale per i minorenni. I legali Marco Femminella e Danila Solinas hanno presentato un reclamo di 37 pagine alla Corte d’Appello dell’Aquila, chiedendo di rivedere le decisioni prese nei confronti della famiglia.
Nel documento, la madre Catherine viene descritta in termini estremamente negativi, mentre i tre bambini sarebbero stati paragonati a piccoli “Mowgli”. Secondo la difesa, queste rappresentazioni avrebbero influenzato l’intero procedimento, creando un’immagine distorta dei genitori fin dall’inizio.
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Gli avvocati criticano anche la gestione dei tempi: il provvedimento che ha disposto l’allontanamento della donna sarebbe stato notificato via Pec proprio la mattina delle audizioni dei minori e delle valutazioni tecniche. Una coincidenza che, a loro dire, ha impedito un confronto diretto con i bambini e ha inciso sul loro equilibrio emotivo.
Nel ricorso vengono messe in discussione le relazioni dei servizi sociali e della struttura che ospita i minori a Vasto. La difesa parla di valutazioni costruite su schemi ripetitivi e accusa un rapporto troppo allineato tra assistenti sociali e comunità, tale da produrre giudizi uniformi e poco critici.
La posizione del padre, Nathan, appare invece in parte rivalutata. In via subordinata, i legali hanno chiesto che i tre figli possano essere affidati a lui. Dalla comunità emergono però difficoltà durante le videochiamate con la madre, ritenute momenti delicati che richiedono la presenza costante degli educatori.
Al centro della vicenda resta la descrizione dei bambini come “selvaggi”, definita dalla difesa una ricostruzione eccessiva. Tra gli episodi citati, anche quello della figlia maggiore che avrebbe scritto frasi offensive contro le educatrici, attribuite all’influenza materna.
Secondo gli avvocati, le criticità iniziali — legate a istruzione, vaccinazioni e condizioni abitative nella casa nel bosco — sarebbero state risolte. Per questo chiedono una nuova valutazione complessiva del caso e delle capacità genitoriali della coppia.