Decreto carburanti, taglio accise e controlli sui prezzi per frenare i rincari
Giorgia Meloni vara il decreto carburanti per frenare i rincari, intervenendo con un taglio delle accise di 25 centesimi e controlli sui prezzi, mentre benzina e diesel puntano a scendere sotto 1,90 euro al litro.
Il governo guidato da Giorgia Meloni ha approvato un decreto urgente per contrastare l’aumento dei carburanti. La misura principale prevede un taglio delle accise che riduce il prezzo di benzina e gasolio di circa 25 centesimi al litro. L’intervento entra in vigore subito dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e resterà attivo per venti giorni.
L’obiettivo è riportare il costo alla pompa sotto quota 1,90 euro al litro. Anche il Gpl beneficia di un alleggerimento, con una riduzione stimata di circa 12 centesimi al chilo. Il pacchetto complessivo vale oltre mezzo miliardo di euro e punta a contenere l’impatto dei rincari su famiglie e imprese.
Leggi anche: Governo approva decreto fiscale: rifinanziata Ape sociale e revisione delle accise su gas e carburanti
La scelta di intervenire direttamente sui prezzi è maturata per evitare effetti a catena su beni e servizi. L’ipotesi di un sostegno mirato alle famiglie con redditi più bassi, tramite un aumento della social card da 100 euro per circa 1,3 milioni di nuclei, è stata accantonata.
Nel decreto è previsto anche un aiuto per gli autotrasportatori. Le aziende potranno beneficiare di un credito d’imposta calcolato sulla maggiore spesa sostenuta tra marzo e maggio rispetto a febbraio 2026 per l’acquisto di gasolio. Modalità e criteri saranno definiti con un provvedimento successivo.
Un sostegno simile riguarda il settore della pesca. Le imprese avranno accesso a un credito d’imposta del 20% sul carburante, con uno stanziamento complessivo di 10 milioni di euro.
Accanto agli interventi economici, il governo introduce un sistema di vigilanza rafforzata per tre mesi. Le compagnie petrolifere dovranno comunicare ogni giorno i prezzi al ministero delle Imprese e non potranno modificarli nell’arco della stessa giornata. In caso di mancata comunicazione, scatterà una sanzione pari allo 0,1% del fatturato giornaliero.
Il monitoraggio sarà affidato anche a Mr prezzi, che potrà segnalare aumenti anomali e attivare controlli della Guardia di Finanza lungo tutta la filiera. In presenza di irregolarità, oltre alle sanzioni amministrative fino a 200mila euro, potrà essere coinvolta la magistratura per verificare eventuali manovre speculative.