Morte di Andrea Demattei, il racconto della madre in aula sul giorno dell'incidente
Andrea Demattei è morto a 14 anni dopo un’uscita in canoa sul fiume Entella per un incidente durante l’attività sportiva. La madre racconta in aula i soccorsi e il ritardo nell’avviso.
Andrea Demattei aveva 14 anni quando ha perso la vita dopo un’uscita in canoa sul fiume Entella, a Chiavari, il 16 gennaio 2023. Per quella giornata sono ora sotto processo gli istruttori presenti e i vigili del fuoco intervenuti nei soccorsi. Durante l’udienza del 18 marzo, la madre, Monica Stagnaro, ha ripercorso i momenti più drammatici.
La donna ha spiegato di aver ricevuto la telefonata alle 17.23 dall’allenatore del figlio. «Mi ha detto di correre subito sul posto. Dal tono ho capito che era successo qualcosa di grave», ha raccontato. Pochi minuti dopo era già arrivata sul luogo dell’incidente, trovando l’area delimitata e il ragazzo a terra mentre i soccorritori tentavano di rianimarlo.
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«C’era un silenzio irreale», ha riferito in aula. Il personale sanitario stava eseguendo il massaggio cardiaco, anche con l’uso di strumenti. A un certo punto, sopraffatta dalla situazione, ha chiesto che il figlio venisse trasferito in ospedale il prima possibile.
La madre ha poi provato a seguire l’ambulanza, senza riuscirci. Ha raggiunto prima Lavagna e successivamente l’ospedale Gaslini, dove Andrea era stato portato in elicottero. Nel corso della deposizione ha insistito su un aspetto preciso: il ritardo con cui è stata informata. «L’incidente era avvenuto ore prima. Avrei dovuto essere lì durante i soccorsi», ha detto.
Il ragazzo era stato ricoverato il 12 gennaio. Tre giorni dopo, il 15, i medici avevano accertato l’assenza di attività cerebrale. La famiglia ha poi dato il consenso alla donazione degli organi.
Nel ricordare quanto accaduto, Monica Stagnaro ha parlato anche delle conseguenze sulla sua vita: «Non sono più quella di prima, ho smesso di lavorare». Ha citato il sostegno ricevuto dalla comunità, ma ha ribadito la necessità che ciascuno si assuma le proprie responsabilità, sia sul piano umano che professionale.