Deportato nei campi nazisti, risarcimento agli eredi dopo oltre 80 anni
Un uomo di Mazzarino deportato dai nazisti nel 1944 ottiene giustizia dopo 82 anni grazie a una sentenza del Tribunale di Trieste. Gli eredi riceveranno un risarcimento per le violenze subite nei campi di lavoro.
Era l’ottobre del 1944 quando un uomo originario di Mazzarino, in provincia di Caltanissetta, venne catturato dalle forze naziste e deportato nei campi di lavoro. Oggi, a distanza di oltre otto decenni, il Tribunale di Trieste ha riconosciuto le responsabilità della Germania per quanto subito.
L’uomo fu internato in diversi campi, tra cui Dachau e Bergen Belsen, dove venne costretto ai lavori forzati. La vicenda è riemersa grazie all’iniziativa dei familiari, che hanno deciso di avviare un’azione legale per ottenere giustizia e un risarcimento.
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Gli eredi, assistiti dagli avvocati Girolamo Rubino e Alessio Costa, hanno chiesto il riconoscimento dei danni subiti dal loro congiunto. Il giudice ha accolto la richiesta, stabilendo che la deportazione e l’internamento rappresentarono una grave violazione della libertà personale e della dignità umana.
Nella decisione si richiama anche il principio secondo cui i crimini di guerra e contro l’umanità non cadono in prescrizione. Questo ha permesso di affrontare il caso nonostante il lungo tempo trascorso.
Il tribunale ha quindi disposto un risarcimento di circa 19mila euro a favore degli eredi. La somma sarà erogata tramite il fondo statale dedicato alle vittime di crimini di guerra, con l’aggiunta degli interessi legali maturati tra il 15 aprile 1945 e il 2 giugno 1961.