Alessio Boni tra cinema e vita reale, il Don Chisciotte nato nei calanchi lucani
Alessio Boni racconta la sua vita e il legame con Don Chisciotte nato dal nuovo film. L’attore ricorda i lavori fatti prima del successo e il ruolo decisivo della madre, che aiutava in silenzio chi era in difficoltà.
Alessio Boni porta sullo schermo Don Chisciotte in un film diretto da Fabio Segatori, in uscita il 26 marzo. Le riprese, girate nei calanchi lucani, sono state tutt’altro che semplici. L’attore racconta di un set privo dei comfort abituali, con spostamenti difficili e un lavoro fisico intenso, tra polvere e paesaggi aspri.
Per rendere credibile il personaggio, anche il trucco seguiva una linea essenziale. La sabbia veniva usata direttamente sulla pelle per restituire l’effetto di un uomo consumato dal viaggio. Un approccio concreto, che ha contribuito a creare un Don Chisciotte segnato dalle sue avventure.
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Boni si dice affascinato dalla figura creata da Cervantes. Lo colpisce l’idea di un uomo che si ostina a rimettere in ordine il mondo, pur venendo scambiato per folle. Un idealista che difende gli ultimi, anche a costo di fallire.
Guardando alla realtà, l’attore cita Ilaria Cucchi come esempio contemporaneo di questa stessa determinazione. Una battaglia lunga e difficile, portata avanti contro istituzioni e resistenze, fino a ottenere giustizia per il fratello.
Il riferimento più vicino, però, resta la madre. Solo anni dopo Boni ha scoperto che, quando a scuola alcuni bambini non potevano permettersi le gite, era lei a coprire le spese senza dirlo a nessuno. Un gesto ripetuto nel tempo, nonostante una vita normale, con il padre artigiano e una famiglia senza grandi mezzi.
Ripensando al passato, Boni ricorda un percorso lontano dal mondo dello spettacolo. Prima di arrivare al teatro ha fatto diversi lavori, tra cui il poliziotto, il babysitter e il cameriere. La svolta è arrivata con La gatta Cenerentola di Roberto De Simone al Sistina, esperienza che gli ha aperto definitivamente la strada della recitazione.