Dieta Mind e cervello più giovane, cosa mangiare e cosa evitare
La dieta Mind aiuta a proteggere il cervello rallentando l’invecchiamento grazie a un’alimentazione mirata. Uno studio su oltre 1.600 persone mostra effetti concreti su memoria e volume cerebrale.
La dieta Mind nasce dall’unione tra alimentazione mediterranea e regime anti-ipertensione. Punta su cibi semplici e naturali: verdure, soprattutto a foglia verde, frutti di bosco, legumi, pesce, cereali integrali, olio d’oliva, frutta secca e carne bianca. Ammesso anche il vino, ma con moderazione.
Al contrario, il modello suggerisce di ridurre burro, margarina, formaggi, carne rossa, dolci e fritti. Sono proprio questi ultimi, tipici dei fast food, a essere associati a effetti meno favorevoli sulla salute generale.
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Un’indagine pubblicata sul Journal of Neurology Neurosurgery & Psychiatry ha osservato che chi segue questo schema alimentare conserva meglio il volume del cervello con il passare degli anni. In particolare, si riduce più lentamente la materia grigia, fondamentale per memoria e capacità decisionali.
I ricercatori hanno analizzato i dati di 1.647 adulti e anziani coinvolti nello studio Framingham, monitorati per oltre un decennio con controlli clinici e risonanze magnetiche. In media, l’adesione alla dieta era moderata, ma i benefici crescevano con il punteggio più alto.
Chi seguiva con maggiore costanza la dieta mostrava meno perdita di tessuto cerebrale e una crescita più contenuta dei ventricoli, segnali legati all’invecchiamento. Un aumento di tre punti nel punteggio alimentare era associato a un calo più lento della materia grigia, pari a circa il 20% in meno rispetto alla norma.
Tra i cibi più utili emergono frutti di bosco e pollame, collegati a una minore atrofia cerebrale. Al contrario, un consumo frequente di dolci e fritti è stato associato a un peggioramento di alcune aree chiave, come l’ippocampo.
I benefici derivano in gran parte da nutrienti e antiossidanti che aiutano a proteggere i neuroni e a contrastare lo stress ossidativo. I cibi meno salutari, invece, favoriscono infiammazione e danni ai vasi sanguigni.
Non mancano risultati inattesi. I cereali integrali, in questo studio, sono stati associati a cambiamenti meno favorevoli rispetto alle attese, mentre il consumo di formaggio ha mostrato effetti più positivi del previsto sulla conservazione del tessuto cerebrale.
I vantaggi della dieta risultano più evidenti negli anziani, nelle persone attive e in chi mantiene un peso nella norma. Uno stile di vita equilibrato sembra quindi rafforzare l’effetto protettivo dell’alimentazione.