Treviso, Laura Andreazza morta a 47 anni per un tumore fulminante

Laura Andreazza è morta a 47 anni per un tumore al rene scoperto a fine febbraio. In due settimane la malattia è avanzata rapidamente, dopo i primi dolori allo stomaco che le avevano reso difficile anche mangiare.

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Treviso, Laura Andreazza morta a 47 anni per un tumore fulminante

Laura Andreazza si è spenta domenica scorsa in ospedale, a soli 47 anni, dopo una malattia diagnosticata appena due settimane prima. Viveva a Treviso con la sua famiglia. Il tumore, individuato il 28 febbraio, ha avuto un decorso rapidissimo, lasciando i familiari senza il tempo di reagire.

Il marito Renato racconta gli ultimi giorni segnati dall’incertezza e dalla paura. «Siamo sconvolti», dice. Dopo i primi controlli, i medici avevano richiamato Laura con urgenza per approfondimenti. Da quel momento non era più rientrata a casa ed era rimasta ricoverata fino alla fine.

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Tutto era iniziato all’inizio di febbraio con un dolore persistente allo stomaco, sempre più intenso. Con il passare dei giorni erano comparsi anche problemi nell’alimentazione. Gli esami hanno poi rivelato un tumore al rene destro. In pochi giorni la situazione è precipitata, con dolori sempre più forti in tutto il corpo.

Andreazza lavorava per Intesa Sanpaolo, dove ricopriva il ruolo di direttrice nel settore family banker. Nel corso degli anni aveva seguito diverse filiali tra Treviso, Oderzo, Preganziol e Venezia, fino agli incarichi più recenti tra San Donà, Jesolo e Portogruaro.

Chi la conosceva la descrive come una donna solare e disponibile, capace di creare legami profondi sia sul lavoro sia nella vita privata. Il marito la ricorda come una persona generosa, con cui era facile entrare in sintonia.

Lascia due figli, Virginia di 13 anni e Vittorio di 11, a cui era profondamente legata. Li accompagnava spesso a musei e attività culturali, spronandoli a coltivare curiosità e interessi. Aveva chiesto al marito di proteggerli dalla sofferenza della malattia, evitando che la vedessero debilitata.

Il peggioramento è stato improvviso e in pochi giorni le condizioni si sono aggravate fino al decesso, avvenuto il 15 marzo. Il dolore ha colpito anche i genitori, per i quali la perdita è stata improvvisa e difficile da accettare.

Nell’epigrafe i familiari hanno scelto parole semplici: «Ricordatemi felice». I funerali si terranno domani alle 15 nella chiesa di San Lazzaro.