Trump e il telefono diretto con i giornalisti, interviste a ogni ora

Donald Trump risponde al telefono dei giornalisti e concede interviste improvvisate perché ama il contatto diretto. Il suo numero privato circola a Washington e viene usato a ogni ora, tra golf in Florida e pause notturne.

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Trump e il telefono diretto con i giornalisti, interviste a ogni ora

Le chiamate arrivano quando meno te lo aspetti. Di notte, all’alba, tra una partita a golf in Florida e un post pubblicato online. Donald Trump risponde spesso dal suo iPhone personale, trasformando ogni conversazione in una mini intervista.

Il numero privato, legato a Palm Beach, è diventato una sorta di lasciapassare per chi segue la Casa Bianca. Reporter e redazioni lo utilizzano per ottenere dichiarazioni rapide, spesso di pochi minuti, che finiscono subito online come esclusive.

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Non esiste una regola fissa. Tutto dipende dall’umore del presidente e dagli impegni della giornata. Ci sono momenti in cui risponde a raffica, anche dieci volte in due ore, e altri in cui chiude la chiamata dopo pochi secondi o non risponde affatto.

Nelle settimane segnate dalle operazioni militari in Iran, il presidente ha rilasciato più di quaranta interviste telefoniche. Conversazioni brevi, dirette, senza filtri, lontane dal formato rigido delle conferenze stampa ufficiali.

Questo modo di comunicare irrita parte dello staff. I collaboratori temono che dichiarazioni improvvisate, senza contesto, vengano trattate come posizioni ufficiali. E c’è anche il rischio che informazioni imprecise o teorie infondate influenzino le risposte del presidente.

All’inizio il numero era custodito con discrezione da pochi giornalisti e amici fidati. Oggi circola molto di più. I consiglieri hanno smesso di controllare chi chiama, mentre l’ufficio comunicazione invita, senza successo, a tornare ai canali ufficiali.

Nel frattempo si è creato un vero mercato informale tra reporter. C’è chi scambia contatti di leader stranieri o celebrità pur di ottenere quello più ambito. Si parla anche di offerte da parte di imprenditori e appassionati di criptovalute interessati ad avere quel numero.

Alla West Wing cresce la preoccupazione anche per la gestione del tempo. Il presidente può passare minuti al telefono su temi marginali, mentre l’agenda politica richiederebbe maggiore attenzione su questioni strategiche.

Quando risponde, spesso lo fa senza formalità. Usa il vivavoce, parla davanti ad altre persone, scherza e a volte prende in giro l’interlocutore. Un atteggiamento che molti giornalisti iniziano a considerare poco affidabile sul piano informativo.

Le risposte fornite nelle telefonate non sempre sono coerenti. Sulla guerra in Iran, per esempio, Trump ha dato indicazioni diverse nel giro di pochi giorni, passando da una previsione di pochi giorni a settimane, fino ad affermare che non esistono scadenze.

Nonostante le critiche, le chiamate continuano. Per un reporter, anche pochi secondi al telefono con il presidente possono aumentare visibilità e prestigio. E Trump, secondo il suo entourage, non sembra intenzionato a cambiare abitudini.

Dallo staff ricordano anche i rischi legati alla sicurezza: il telefono personale potrebbe essere intercettato da servizi stranieri. Ma il presidente non appare preoccupato e continua a usare il contatto diretto con i media come strumento di comunicazione quotidiana.