Cuba, Trump chiede l'uscita di Díaz-Canel e accelera sulla crisi dell'isola

Donald Trump chiede l’uscita di Miguel Díaz-Canel e punta a un cambio al vertice di Cuba, mentre la crisi economica sull’isola si aggrava sotto il peso del blocco energetico e delle pressioni statunitensi.

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Cuba, Trump chiede l'uscita di Díaz-Canel e accelera sulla crisi dell'isola

Gli Stati Uniti alzano il livello dello scontro con Cuba e Donald Trump mette sul tavolo una richiesta precisa: il presidente Miguel Díaz-Canel deve lasciare il potere. La proposta arriva mentre la situazione economica dell’isola peggiora rapidamente, tra carenze energetiche e difficoltà sociali sempre più evidenti.

Secondo indiscrezioni emerse dai colloqui riservati, Washington non mira a smantellare l’intero sistema politico cubano, ma a favorire un cambio alla guida del governo. L’uscita di scena di Díaz-Canel verrebbe considerata un passaggio chiave per aprire a riforme economiche senza toccare direttamente la struttura del regime.

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L’idea richiama quanto già accaduto in Venezuela, dove gli Stati Uniti hanno sostenuto una transizione interna senza un ribaltamento completo del potere. In questo schema, l’obiettivo è ottenere collaborazione politica ed economica senza intervenire sull’intero assetto istituzionale.

Per alcuni esponenti dell’amministrazione americana, Díaz-Canel rappresenta un ostacolo ai cambiamenti. Considerato vicino alla linea più rigida del partito, la sua rimozione potrebbe facilitare interventi sull’economia, ritenuti necessari per evitare un ulteriore deterioramento della situazione interna.

Intanto da L’Avana arriva un segnale di apertura. Il governo cubano ha annunciato la possibilità per i cittadini all’estero, inclusi quelli residenti negli Stati Uniti, di investire sull’isola attraverso le proprie imprese. Una mossa che punta ad attirare capitali e a creare nuove opportunità economiche.

La decisione è stata illustrata dal vicepremier e ministro dello sviluppo economico Oscar Perez Oliva Fraga, che ha parlato di una relazione commerciale più fluida anche con aziende americane e membri della diaspora cubana.

Negli Stati Uniti, però, parte della comunità cubana in esilio potrebbe non accontentarsi. Da anni chiede la fine del sistema politico dell’isola e potrebbe spingere per interventi più radicali, facendo pressione anche sul segretario di Stato Marco Rubio.

Díaz-Canel è alla guida del Paese dal 2018, scelto da Raúl Castro dopo il lungo dominio del fratello Fidel. Nonostante l’età avanzata, Raúl continua a esercitare una forte influenza sulle decisioni politiche ed economiche di Cuba.

Accanto a lui resta centrale anche la figura del nipote Raúl Guillermo Rodriguez Castro, coinvolto nei negoziati con Washington. Secondo le stesse fonti, potrebbe essere lui a mantenere il controllo degli equilibri interni anche in caso di un cambio alla presidenza.