Rottamazione quinquies 2026 come funziona adesione pagamenti e rischi di decadenza

La rottamazione quinquies introdotta dalla Legge di Bilancio 2026 ridefinisce i debiti sanabili e le regole di pagamento, con nuove scadenze più rigide e rate fino a nove anni.

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Rottamazione quinquies 2026 come funziona adesione pagamenti e rischi di decadenza

La nuova rottamazione quinquies, prevista dalla Legge di Bilancio 2026, cambia in modo netto le regole per chi vuole regolarizzare i debiti con il Fisco. La misura riguarda carichi affidati alla riscossione tra il 2000 e il 2023 e introduce criteri più precisi su quali somme possono essere incluse.

A differenza delle precedenti versioni, non si parte più dalle esclusioni ma da un elenco dettagliato dei debiti ammessi. Rientrano quelli derivanti dai controlli automatici e formali sulle dichiarazioni e i contributi Inps non versati, purché non frutto di accertamenti. Sono incluse anche le multe stradali statali, ma solo per la parte relativa a interessi e maggiorazioni.

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Restano fuori numerose posizioni: avvisi di accertamento, atti di recupero, sanzioni diverse, bolli auto e contributi gestiti da enti diversi dall’Inps. Per i tributi locali, invece, spetta a Regioni e Comuni decidere eventuali forme autonome di definizione agevolata.

Il vantaggio economico consiste nello stralcio totale di sanzioni, interessi di mora e aggi. Il contribuente deve però versare il capitale e le spese di notifica o di eventuali procedure esecutive. Per le multe resta dovuta la sanzione principale.

Il pagamento può avvenire in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2026 oppure a rate, fino a un massimo di 54 versamenti bimestrali distribuiti in nove anni. Dalla seconda metà del 2026 scattano interessi del 3% annuo sulle rate. Ogni rata non può essere inferiore a 100 euro.

Il piano è uniforme: tutte le rate hanno lo stesso importo, senza maxi-quote iniziali come accadeva in passato. Le scadenze partono da luglio 2026 e proseguono fino al 2035, seguendo un calendario fisso ogni due mesi.

Attenzione alle tempistiche: il mancato rispetto delle date comporta la decadenza immediata dal beneficio. Non è prevista alcuna tolleranza di cinque giorni, elemento che segna una differenza rilevante rispetto alle precedenti sanatorie.

In caso di decadenza non è possibile ottenere nuove dilazioni sullo stesso debito. Per questo gli esperti consigliano, in presenza di più cartelle, di valutare domande separate, così da non compromettere l’intera procedura se si verificano difficoltà nei pagamenti.

Chi ha già rateizzazioni in corso deve verificare con attenzione la composizione dei debiti: alcune voci potrebbero rientrare nella definizione, altre no. Il controllo si effettua tramite il prospetto informativo disponibile nell’area riservata dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

La domanda di adesione va inviata esclusivamente online entro il 30 aprile 2026. Nella richiesta va indicato anche il numero di rate scelto. Il prospetto consente di confrontare l’importo residuo con quello agevolato, offrendo subito un quadro della convenienza.