Famiglia nel bosco, ispettori al Tribunale e ricorso dei genitori per riavere i figli

Ispettori inviati dal ministro Carlo Nordio al Tribunale dell’Aquila per verificare il caso della famiglia nel bosco mentre i genitori impugnano l’allontanamento dei figli con una nuova perizia favorevole al ricongiungimento

Famiglia nel bosco
Famiglia nel bosco, ispettori al Tribunale e ricorso dei genitori per riavere i figli

Tre ispettori del ministero della Giustizia si sono presentati martedì mattina al Tribunale per i Minorenni dell’Aquila per analizzare il fascicolo sulla cosiddetta famiglia nel bosco. La loro visita, partita su mandato del ministro Carlo Nordio, ha comportato il rinvio delle udienze previste in giornata. All’esterno dell’edificio, giornalisti e operatori seguono l’evoluzione della vicenda.

Nel frattempo, i legali dei genitori hanno depositato un ricorso in Corte d’Appello contro il provvedimento che ha portato all’allontanamento dei bambini. I minori si trovano dal 20 novembre 2025 in una struttura a Vasto, dopo la decisione dei giudici di revocare la responsabilità genitoriale.

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Nel documento presentato dagli avvocati è stata inserita anche una relazione degli psicologi della Asl Lanciano-Vasto-Chieti. Secondo gli specialisti, nell’interesse dei bambini sarebbe necessario riportare la famiglia insieme. Una posizione che coincide con quella dei consulenti scelti dalla difesa.

Lo psichiatra Tonino Cantelmi, incaricato dalla famiglia, parla di un distacco traumatico e sostiene che le criticità segnalate in passato sarebbero state affrontate e superate. Nel ricorso si afferma che non esistono più motivi per mantenere i figli lontani dai genitori.

Il vicepremier Matteo Salvini ha dichiarato di seguire il caso da mesi insieme a legali ed esperti. Ha spiegato di aver rimandato una visita alla famiglia per evitare polemiche durante il periodo referendario, definendo la vicenda una forma di violenza istituzionale.

Di segno opposto il giudizio del segretario del sindacato di polizia penitenziaria Spp, Aldo Di Giacomo, che difende il lavoro dei magistrati. A suo avviso, il provvedimento è conforme alla legge e legato al rispetto di obblighi come istruzione e vaccinazioni. Secondo Di Giacomo, i diritti dei minori restano centrali e il rientro in famiglia potrà avvenire solo dopo il ripristino delle condizioni richieste.