Carmelo Cinturrino chiede i domiciliari dopo l'omicidio di Rogoredo
Carmelo Cinturrino chiede i domiciliari dopo l’arresto per l’omicidio di Abderrahim Mansouri, ucciso a Rogoredo con un colpo alla testa. L’ex poliziotto è accusato anche di estorsioni e spaccio, con oltre 30 capi di imputazione.
Si è aperta al Tribunale del Riesame di Milano l’udienza per Carmelo Cinturrino, assistente capo del commissariato Mecenate finito in carcere il 23 febbraio. I suoi legali hanno chiesto la scarcerazione con concessione dei domiciliari, mentre l’imputato era presente in aula sotto la sorveglianza della Polizia penitenziaria.
L’uomo è accusato di aver ucciso il 28enne Abderrahim Mansouri il 26 gennaio nel bosco di Rogoredo, colpendolo alla testa con un’arma da fuoco. La Procura contesta anche la premeditazione e l’aggravante legata alla violazione dei doveri di pubblico ufficiale.
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Il quadro investigativo si è ampliato nelle ultime settimane. A carico di Cinturrino risultano oltre 30 capi di imputazione, tra cui estorsione, arresti illegali, spaccio, concussione, rapina, sequestro di persona, calunnia, percosse, depistaggio e falso.
Nell’inchiesta compaiono anche altri sei agenti dello stesso commissariato, indagati a vario titolo per favoreggiamento, omissione di soccorso e ulteriori reati come falsi e estorsioni. Gli accertamenti hanno delineato un sistema di interventi violenti e irregolari per il controllo delle piazze di spaccio tra Rogoredo e Corvetto.
La Procura di Milano ha già fatto sapere che chiederà la conferma della detenzione in carcere. La decisione del Riesame è attesa nei prossimi giorni.