Salvini chiama le compagnie petrolifere e frena sul conflitto con l'Iran
Matteo Salvini convoca le compagnie petrolifere per il caro carburanti dopo l’attacco a Iran e Israele. Il ministro chiede impegni contro i rincari mentre ribadisce che l’Italia resta fuori dal conflitto.
Il vicepremier Matteo Salvini ha annunciato una riunione urgente con le principali compagnie petrolifere, fissata a Milano insieme al ministro dell’Economia. L’obiettivo è chiaro: fermare l’aumento dei carburanti e ottenere risposte sulle recenti impennate dei prezzi dopo le tensioni internazionali.
Salvini punta il dito contro possibili manovre speculative. Secondo il ministro, i rincari registrati nelle ultime settimane non sono giustificabili e rischiano di pesare su famiglie e imprese. Per questo si aspetta impegni concreti dalle aziende del settore, accusate di aver beneficiato di extra profitti, come già avvenuto in altri comparti negli anni recenti.
Leggi anche: Iran, Meloni frena su Hormuz e punta sul rafforzamento della missione Aspides
Nel mirino anche la gestione europea dell’energia. Il leader della Lega critica l’assenza di una linea comune tra i Paesi Ue, dove ogni governo adotta misure diverse: chi interviene sui prezzi, chi sulle accise e chi continua ad acquistare petrolio dalla Russia. Una frammentazione che, a suo giudizio, finisce per scaricare i costi su cittadini e imprese.
Sul piano internazionale, Salvini ha ribadito che l’Italia non è coinvolta nel conflitto legato all’Iran. Ha sottolineato che il Paese mantiene una presenza militare all’estero con compiti di difesa e tutela della pace, ma senza partecipare ad azioni offensive. Ha inoltre criticato la gestione statunitense della crisi, osservando come gli alleati siano stati informati a decisioni già prese.
Il ministro ha invitato alla cautela per evitare un’escalation militare. L’ipotesi di un maggiore dispiegamento di forze navali in aree di tensione, ha detto, aumenterebbe i rischi su scala globale. Da qui la scelta di mantenere una linea prudente da parte del governo.
Infine, attenzione alle missioni italiane all’estero, in particolare in Libano. Salvini ha ricordato che i militari operano con finalità difensive, ma ha ammesso che la situazione resta delicata. La presenza in zone dove si combatte espone a rischi diretti, motivo per cui si apre una riflessione su tempi e modalità della permanenza.