Sequestro e pestaggi per un'Audi Rs3 sparita, a Napoli chiesti 114 anni di carcere
Salvatore De Filippo e altri cinque imputati rischiano in totale 114 anni di carcere per il sequestro e le violenze contro due uomini accusati di aver fatto sparire un’Audi Rs3 da 80mila euro. Il caso è emerso dopo un blitz dei carabinieri a Napoli.
La Direzione distrettuale antimafia di Napoli ha chiesto complessivamente 114 anni di reclusione per sei imputati accusati di aver sequestrato e picchiato due uomini ritenuti responsabili della scomparsa di un’Audi Rs3 dal valore di circa 80mila euro. Il procedimento è in corso davanti al gup Ambrosino.
Secondo l’accusa, l’auto era stata noleggiata a una società con l’obiettivo di realizzare una truffa. Quando il veicolo è sparito, i sei imputati avrebbero deciso di rintracciare i due presunti responsabili e di costringerli con la violenza a restituire la vettura o il denaro.
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Il pubblico ministero Raimondi ha chiesto vent’anni di carcere ciascuno per Salvatore De Filippo, Giuseppe Ciccarelli, Salvatore Giannetti, Mario Amaro e Antonio Martori, indicati dagli inquirenti come vicini al clan Mazzarella. Per il sesto imputato, Arturo Lama, la richiesta è di 14 anni.
Le indagini hanno ricostruito che i due uomini furono sequestrati e aggrediti all’interno di un’abitazione nel quartiere San Giovanni a Teduccio. A far scattare l’intervento delle forze dell’ordine fu la segnalazione della compagna di una delle vittime, che avvertì i carabinieri.
I militari intervennero nell’appartamento indicato e riuscirono a liberare i due sequestrati, arrestando le persone presenti. L’operazione pose fine alla detenzione forzata e alle violenze che, secondo l’accusa, erano state inflitte per ottenere informazioni sull’auto sparita.
Dopo la denuncia, uno dei due uomini sarebbe stato contattato da una persona incaricata di convincerlo a ritirarla. Gli investigatori ritengono che il messaggio fosse stato organizzato per tentare di bloccare il procedimento giudiziario.
Il processo proseguirà con gli interventi degli avvocati della difesa fissati per il 29 maggio. Nella stessa giornata il giudice dovrebbe pronunciare la sentenza.