Sit-in al Monaldi per Guido Oppido, la famiglia di Domenico Caliendo attacca i genitori

La morte del piccolo Domenico Caliendo dopo un trapianto di cuore fallito accende lo scontro tra la famiglia e alcuni genitori che hanno manifestato davanti all’ospedale Monaldi per sostenere il cardiochirurgo Guido Oppido, oggi indagato.

Domenico
Sit-in al Monaldi per Guido Oppido, la famiglia di Domenico Caliendo attacca i genitori

La manifestazione organizzata davanti all’ospedale Monaldi in sostegno del cardiochirurgo Guido Oppido ha scatenato una dura polemica con la famiglia di Domenico Caliendo, il bambino cardiopatico morto a due anni e quattro mesi il 21 febbraio scorso. Il piccolo era stato sottoposto a un trapianto di cuore il 23 dicembre 2025, intervento che non è riuscito a salvarlo.

Un gruppo di genitori di bambini cardiopatici, seguiti o operati in passato dal medico, si è radunato all’esterno della struttura per esprimere solidarietà al primario. Il gesto però ha ferito i familiari del bambino, che vedono nel sit-in un sostegno pubblico a un medico attualmente indagato per omicidio nell’ambito dell’inchiesta sulla morte del piccolo.

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L’avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi, ha parlato di una scena dolorosa per la madre di Domenico. «Patrizia è distrutta e non ha la forza di intervenire. Vedere delle madri, che stasera torneranno dai loro figli, manifestare per sostenere un medico sospeso dall’ospedale e sotto indagine mentre nessuno è venuto a esprimere cordoglio per Domenico è una ferita», ha detto il legale.

Petruzzi ha anche criticato la scelta di organizzare la protesta davanti a un ospedale pubblico. Ha ricordato che la famiglia del bambino, pur nella sofferenza, non ha mai attaccato il sistema sanitario. Secondo l’avvocato, essere un bravo cardiochirurgo non esclude eventuali responsabilità nel campo dei trapianti, tema al centro delle verifiche giudiziarie.

Alle accuse hanno risposto alcune delle madri presenti al presidio. Le donne hanno definito offensive le parole del legale, spiegando che tra loro ci sono anche genitori che hanno perso i propri figli per malattie cardiache. Per questo motivo respingono l’idea che la loro presenza sia stata una mancanza di rispetto verso la famiglia Caliendo.

Le madri spiegano che il sit-in voleva essere soprattutto un gesto di riconoscenza verso il medico. Molti dei loro figli, raccontano, sono stati salvati grazie agli interventi eseguiti da Guido Oppido. Per anni hanno affrontato sale operatorie, attese e paure affidando la vita dei bambini alle cure dei cardiochirurghi.

Secondo i genitori, il loro gesto non nasce da ostilità verso chi ha perso un figlio, ma dalla volontà di esprimere gratitudine. «Non può diventare una contrapposizione tra chi ha perso un bambino e chi no», spiegano, ricordando che nessuna famiglia dovrebbe vivere una tragedia simile.

Le madri chiedono inoltre che venga rispettato il principio della presunzione di innocenza. A loro avviso il medico è stato accusato pubblicamente prima ancora dell’avvio di un processo. Saranno le indagini e la giustizia, sostengono, a stabilire cosa sia accaduto realmente durante il percorso che ha portato alla morte del piccolo Domenico.