Brad Cooper, chi è l'ammiraglio che guida il Centcom nella guerra contro l'Iran

Brad Cooper guida gli attacchi militari statunitensi contro l’Iran dopo l’operazione Epic Fury voluta da Donald Trump. Ammiraglio con oltre trent’anni di carriera nella Marina, è oggi il comandante del Centcom, il centro strategico delle operazioni americane in Medio Oriente.

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Brad Cooper, chi è l'ammiraglio che guida il Centcom nella guerra contro l'Iran

L’ammiraglio Brad Cooper è oggi il comandante del Centcom, il comando militare statunitense responsabile delle operazioni in Medio Oriente. Da qui coordina le azioni armate degli Stati Uniti contro l’Iran avviate dopo l’operazione Epic Fury, la strategia militare lanciata dall’amministrazione di Donald Trump.

Ufficiale della Marina con oltre trent’anni di servizio, Cooper è considerato un comandante abituato a gestire scenari complessi. Chi ha lavorato con lui lo descrive come un militare capace di muoversi tra decisioni operative e relazioni politiche, qualità che hanno pesato nella sua nomina alla guida del Centcom.

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Prima di arrivare al vertice del comando, ha guidato la Quinta flotta della Marina statunitense con base in Bahrain. In quel ruolo ha supervisionato le operazioni navali nell’area del Golfo Persico e del Mar Rosso. Nell’estate del 2024, quando era ancora vice ammiraglio e numero due del comando centrale, ha coordinato le missioni contro gli attacchi degli Houthi alle navi mercantili in transito nel Mar Rosso.

Alla vigilia dell’intervento militare americano, Cooper ha presentato alla Casa Bianca diverse opzioni operative direttamente al presidente Donald Trump. Da allora mantiene contatti costanti con i vertici militari israeliani, in particolare con il capo delle Forze di difesa israeliane, il generale Eyal Zamir.

L’ammiraglio ha partecipato anche ai colloqui indiretti con Teheran organizzati in Oman insieme a Jared Kushner e Steve Witkoff. Il giorno successivo ai negoziati ha ricevuto i due emissari della Casa Bianca a bordo della portaerei Abraham Lincoln, impegnata nelle operazioni nella regione.

La sua nomina alla guida del comando centrale è arrivata nell’agosto scorso, pochi mesi dopo la guerra di giugno contro i siti nucleari iraniani. Cooper ha preso il posto del generale Michael “Erik” Kurilla, figura molto influente all’interno delle forze armate americane con cui aveva già lavorato a stretto contatto dopo gli attacchi di Hamas del 7 ottobre.

Figlio di un ufficiale dell’esercito, Cooper si è diplomato nel 1989 all’Accademia navale degli Stati Uniti. Durante la carriera ha completato studi in relazioni internazionali ad Harvard e alla Tufts University, ottenendo anche un master in intelligence strategica alla National Intelligence University.

Ha ricoperto incarichi operativi e di comando in Giappone, Corea del Sud e Bahrain. Oltre ai ruoli militari sul campo, ha lavorato anche a Washington come assistente militare alla Casa Bianca durante la presidenza di Barack Obama, occupandosi tra l’altro di programmi per il reinserimento dei veterani.

Nel corso della carriera è stato anche nell’ufficio del segretario alla Difesa e ha guidato l’ufficio per gli affari legislativi della Marina. Una combinazione di esperienza operativa e politica che oggi incide sulla gestione del comando centrale e sulle decisioni strategiche nella crisi con l’Iran.

Appena arrivato al vertice del Centcom ha analizzato le operazioni condotte da Stati Uniti e Israele durante la guerra dei dodici giorni. Da quei rapporti operativi è nato un lavoro di coordinamento con Israele che ha contribuito a preparare la nuova fase militare avviata il 28 febbraio.