Ivana Spagna racconta la sua vita tra musica, solitudine e sogni
Ivana Spagna racconta la sua vita a 70 anni tra musica, solitudine e sogni. La cantante, tornata virale sui social con un remix, parla dei primi fallimenti, del successo internazionale e della quotidianità con i suoi gatti.
A settant’anni Ivana Spagna torna sotto i riflettori grazie ai social e a un nuovo remix. Dopo il successo virale su TikTok della versione “T’amo t’amo t’amo” di Easy Lady realizzata dal dj Nuzzle, la cantante riparte dal suo primo brano in assoluto, Mamy Blue, inciso quando non aveva ancora compiuto diciotto anni e oggi riproposto in una nuova versione.
Il debutto, però, non fu semplice. Spagna ricorda quel periodo come uno dei momenti più difficili della sua giovinezza. Aveva appena iniziato a farsi conoscere dopo essere stata notata in un concorso musicale condotto da Mike Bongiorno. Lasciare casa e trasferirsi lontano dalla famiglia fu uno shock. «Non riuscivo ad abituarmi a Milano, mi mancavano il Veneto e la mia famiglia», racconta.
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Il singolo Mamy Blue non ebbe il successo sperato nella sua interpretazione. Il brano, scritto da Herbert Pagani, trovò invece grande fortuna nella versione di Dalida. Per la giovane cantante fu un colpo duro, ma anche una liberazione. Tornata a casa, ricorda di essere scoppiata a piangere appena rivista l’insegna del paese.
Gli anni successivi cambiarono tutto. La svolta arrivò con Easy Lady, il brano che lanciò definitivamente la sua carriera nella scena dance degli anni Ottanta. All’inizio però nessuno credeva nel progetto. Molti discografici erano convinti che un’artista italiana con il cognome Spagna, per di più impegnata a cantare in inglese, non avrebbe mai trovato spazio nel mercato internazionale.
La canzone fu stampata in poche copie e autoprodotta. Fu la Francia a trasformarla in un successo, aprendo la strada a una popolarità che poi arrivò anche in Italia. Oggi la cantante guarda a quel periodo con gratitudine e dice di non sopportare chi considera una propria hit come una prigione.
Nel corso della carriera ha incontrato anche grandi nomi della musica internazionale. Tra i ricordi più vivi c’è quello di Barry White, che definisce un gigante non solo per la statura ma anche per la gentilezza e la semplicità con cui si presentava dietro le quinte.
Lontano dal palco, la vita di Spagna è molto diversa dall’immagine dello show business. Racconta di condurre un’esistenza tranquilla, lontana dai salotti televisivi. «Sono una casalinga, passo molto tempo con i miei gatti», dice. Nel panorama musicale italiano nutre grande stima per artisti come Marco Masini e Fausto Leali.
Tra le occasioni mancate c’è quella americana. All’inizio degli anni Novanta la cantante era pronta a trasferirsi a Los Angeles per tentare la carriera negli Stati Uniti, ma una causa legale con il suo manager la costrinse a rientrare in Italia proprio nel momento di massimo successo.
Poco tempo dopo arrivò comunque un incarico prestigioso. La Disney la scelse per interpretare in italiano Il cerchio della vita nella colonna sonora del film Il re leone, una delle esperienze più significative del suo percorso artistico.
La carriera ha richiesto anche sacrifici personali. Spagna racconta di non avere mai costruito una famiglia. «Non ho marito né figli», spiega, ricordando come il lavoro abbia occupato gran parte della sua vita.
Oggi vive da sola da sette anni, ma dice di non sentirsi mai davvero isolata. Viaggia, dipinge, coltiva amicizie e continua a lavorare con la musica. Nel cassetto resta un progetto che le sta particolarmente a cuore: costruire un grande rifugio per animali abbandonati. Per riuscirci, scherza, tenta spesso la fortuna al Lotto perché, ammette, i soldi non bastano mai.