Morte di Edoardo Zattin in palestra, la famiglia avvia la causa civile dopo i patteggiamenti

Edoardo Zattin è morto a 18 anni dopo un pugno ricevuto durante un allenamento di boxe non autorizzato in una palestra di Monselice. A oltre due anni dalla tragedia, i genitori avviano una causa civile per ottenere il risarcimento dei danni.

Edoardo Zattin
Morte di Edoardo Zattin in palestra, la famiglia avvia la causa civile dopo i patteggiamenti

Edoardo Zattin, 18 anni, di Este, morì il 24 febbraio 2023 dopo un allenamento di boxe svolto due giorni prima in una palestra di Monselice. Ora la vicenda approda davanti al giudice civile. I genitori del ragazzo hanno deciso di chiedere il risarcimento dei danni dopo la conclusione del procedimento penale.

Il caso era nato dall’allenamento del 22 febbraio 2023. Durante quella sessione Edoardo accusò un malore che si rivelò fatale. L’autopsia stabilì che il giovane era stato colpito alla testa con un pugno molto violento, capace di provocare una frattura cranica e una grave emorragia interna.

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Il capitolo penale si è chiuso con tre patteggiamenti per cooperazione in omicidio colposo. L’istruttore Simone Lazzarin, 48 anni, ha accettato una pena di due anni con sospensione. I responsabili legali della palestra Move di Monselice, Luca Lunardi e Matteo Zenna, hanno invece patteggiato un anno, dieci mesi e venti giorni.

Poiché con il patteggiamento non viene stabilito il risarcimento alle parti offese, la famiglia ha deciso di avviare una causa civile. L’azione sarà rivolta contro i tre condannati, contro l’associazione Boxe Cavarzere e contro la palestra Move Ssd.

Restano però diversi punti irrisolti. In particolare non è mai stato identificato chi abbia sferrato il pugno che ha colpito Edoardo. Nella palestra, quella sera, erano presenti altre persone, ma nessuno ha indicato con precisione l’autore del colpo.

La ricostruzione medica ha comunque definito tempi e modalità dell’impatto. Secondo la perizia del professor Stefano D’Errico dell’Università di Trieste, il colpo arrivò sopra l’orecchio sinistro tra le 19.15 e le 19.25, provocando la lesione fatale.

Dalle indagini è emerso anche che il ragazzo non avrebbe dovuto partecipare allo sparring. Edoardo possedeva soltanto la tessera per l’uso della sala pesi e non risultava tesserato alla Federazione Pugilistica Italiana, requisito necessario per prendere parte agli allenamenti di combattimento.

La partecipazione alla sessione di sparring, quindi, avvenne senza autorizzazione e senza le tutele previste dal regolamento federale. Questa serie di irregolarità nella gestione dell’allenamento è stata uno degli elementi che ha portato alle condanne dei responsabili della struttura.