Raudy, il Golden Retriever aiuta i pazienti con disturbi alimentari

Raudy, Golden Retriever di quattro anni, affianca giovani con disturbi alimentari durante attività terapeutiche di gruppo. Il contatto con il cane aiuta i pazienti a rilassarsi e a concentrarsi sulle relazioni, non sul cibo.

Golden Retriever
Raudy, il Golden Retriever aiuta i pazienti con disturbi alimentari

Un Golden Retriever di quattro anni entra ogni settimana nelle attività terapeutiche dedicate ai giovani con disturbi alimentari. Si chiama Raudy e partecipa agli incontri organizzati dal centro Food for mind, dove ragazzi e ragazze affrontano un percorso di cura multidisciplinare. La sua presenza serve a creare un clima più sereno e a favorire il rapporto tra i partecipanti.

Il sabato mattina, nella sede milanese del centro, i pazienti si ritrovano per un’ora di laboratorio insieme al cane. L’obiettivo è spostare l’attenzione dal cibo alle relazioni. Durante le attività i ragazzi costruiscono giochi o tappetini sensoriali per Raudy, si parlano, collaborano e condividono momenti che aiutano a ridurre ansia e isolamento.

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Tra i partecipanti ci sono giovani seguiti per l’ARFID, il disturbo evitante o restrittivo dell’assunzione di cibo. Chi ne soffre fatica a soddisfare il fabbisogno nutrizionale e spesso evita alcuni alimenti per timori sensoriali o per paura di conseguenze come vomito o soffocamento. A differenza di altri disturbi alimentari, non è legato alla percezione del proprio corpo.

Giada, 21 anni, racconta che la presenza dell’animale le ha reso più semplice parlare con gli altri. «Interagire con persone simili a me mi fa sentire meno sola», spiega. Marco, 12 anni, dice che gli incontri sono «divertenti» e lo aiutano a sentirsi meglio. Anche Alice, 17 anni, descrive l’esperienza come rilassante e positiva, soprattutto grazie alle attività svolte con il cane.

Il progetto nasce dalla collaborazione con l’associazione Il Collare d’oro, che inizialmente aveva pensato alla formazione di cani di assistenza per persone con disturbi alimentari. Un cambiamento nelle normative ha però escluso questi casi dalle categorie previste. Da qui la scelta di sviluppare incontri di intervento assistito con gli animali.

Secondo gli operatori coinvolti, il cane diventa un ponte nelle relazioni. Attraverso il contatto con l’animale e le attività di gruppo si costruisce uno spazio in cui i partecipanti imparano a comunicare in modo diverso e a sentirsi più a loro agio con gli altri.

In Italia i disturbi del comportamento alimentare riguardano oltre tre milioni di persone. I casi sono aumentati negli ultimi anni, soprattutto dopo la pandemia. Circa il 90 per cento dei pazienti è composto da donne, ma il fenomeno cresce anche tra uomini e bambini, con diagnosi sempre più precoci.

Il tema torna al centro dell’attenzione ogni 15 marzo con la Giornata nazionale del fiocchetto lilla. Gli specialisti ricordano che queste patologie non riguardano solo il rapporto con il cibo, ma coinvolgono anche la vita sociale. Attività di gruppo e iniziative come quella con Raudy servono proprio a ricostruire legami e fiducia tra i pazienti.