Sindrome dell'Avana, nuovi indizi su una possibile arma a microonde dietro i misteriosi malori dei funzionari Usa
Diplomatici e agenti Usa colpiti da improvvisi disturbi neurologici dal 2016 potrebbero essere stati esposti a impulsi a microonde. Un’inchiesta televisiva riporta nuovi elementi e il possibile recupero di un dispositivo portatile testato dagli Stati Uniti.
Vertigini improvvise, dolori intensi alla testa, perdita di equilibrio e difficoltà cognitive. Dal 2016 centinaia di funzionari statunitensi hanno segnalato sintomi di questo tipo in varie parti del mondo. Il fenomeno è stato ribattezzato sindrome dell’Avana, dal primo gruppo di casi registrato tra i diplomatici americani a Cuba.
Per anni le autorità di Washington hanno oscillato tra due spiegazioni. Da un lato l’ipotesi di un attacco tecnologico deliberato, dall’altro cause ambientali o psicologiche. Una recente inchiesta televisiva statunitense riporta però nuovi elementi che rilanciano la possibilità di un dispositivo capace di provocare quei disturbi neurologici.
Leggi anche: Marracash ed Elodie, un like social riaccende il gossip: nuovi rumors su un possibile riavvicinamento
Secondo la ricostruzione giornalistica, nel 2024 agenti sotto copertura del Dipartimento per la sicurezza interna avrebbero acquistato in segreto un dispositivo proveniente da una rete criminale collegata alla Russia. L’oggetto, una possibile arma a microonde di dimensioni ridotte, sarebbe stato poi analizzato e testato in un laboratorio militare americano.
I test sugli animali avrebbero mostrato lesioni compatibili con quelle riscontrate in diversi funzionari colpiti negli ultimi anni. Se questi risultati venissero confermati, si tratterebbe del primo indizio concreto dell’esistenza di una tecnologia in grado di generare i sintomi denunciati da diplomatici, militari e agenti dell’intelligence.
Le testimonianze raccolte nel tempo presentano molti elementi in comune. Un ex tenente colonnello dell’aeronautica statunitense, impegnato in programmi satellitari riservati, racconta di aver avvertito improvvisamente un colpo alla gola seguito da una forte pressione alla testa mentre si trovava nella propria abitazione in Virginia tra il 2020 e il 2021. Poco dopo arrivarono vertigini e disorientamento.
Altri funzionari hanno riferito sensazioni simili: un suono acuto nelle orecchie, dolore alle tempie, nausea e perdita di equilibrio. In diversi casi i problemi sono diventati permanenti. Alcuni pazienti hanno sviluppato difficoltà di memoria, disturbi alla vista e deficit di concentrazione; altri hanno dovuto affrontare interventi chirurgici per danni all’orecchio interno.
Secondo il Dipartimento di Stato, oltre duecento funzionari americani hanno segnalato episodi compatibili con questi incidenti sanitari anomali dal 2016. Le segnalazioni arrivano da paesi diversi: Cuba, Cina, Austria, Russia e anche dagli stessi Stati Uniti.
Alcuni investigatori ritengono però che la storia possa essere iniziata molto prima. Un possibile precedente risale al 1996 e riguarda Michael Beck, agente della National Security Agency. Durante una missione in un paese ostile stava controllando i lavori per una sede diplomatica americana quando individuò una possibile minaccia tecnologica.
Il giorno dopo Beck si svegliò con forte confusione mentale e incapacità di concentrarsi. I sintomi si attenuarono ma negli anni successivi tornarono in forma più grave. Comparvero problemi motori, vertigini e paralisi intermittenti. A 45 anni gli fu diagnosticato un Parkinson precoce, senza precedenti familiari.
Secondo il racconto dell’agente, in documenti classificati dell’intelligence già negli anni Novanta si parlava di sistemi a microonde ad alta potenza progettati per indebolire lentamente un avversario senza lasciare segni evidenti. Beck, morto nel gennaio di quest’anno, riteneva di essere stato tra le prime vittime di una tecnologia di questo tipo.
Una possibile spiegazione scientifica è stata avanzata dal medico e microbiologo David Relman della Stanford University, che ha partecipato a due commissioni di studio incaricate dal governo americano. I suoi lavori indicano come plausibile causa l’esposizione a microonde pulsate ad alta intensità.
Queste onde elettromagnetiche, se modulate in modo preciso, possono interagire con i tessuti biologici. In teoria potrebbero provocare disorientamento, perdita di coscienza, dolore improvviso o la percezione di suoni senza una fonte acustica esterna. Parte delle ricerche su questi fenomeni risale alla Guerra fredda, quando l’Unione Sovietica studiava possibili applicazioni militari delle microonde.
Nonostante le ipotesi e le testimonianze, la posizione ufficiale dell’intelligence americana è rimasta prudente. Nel 2023 una valutazione coordinata dall’Office of the Director of National Intelligence ha definito molto improbabile che gli episodi siano stati causati da un avversario straniero.
Questa conclusione ha provocato forti proteste tra molti funzionari colpiti. Alcuni ritengono che il timore di conseguenze diplomatiche abbia frenato il riconoscimento di un possibile attacco tecnologico. Un ex ufficiale della Cia ha sintetizzato il problema in modo diretto: riconoscere che diplomatici e agenti americani vengono colpiti da un’arma sul territorio statunitense equivarrebbe a considerarlo un atto ostile di grande portata.
Secondo le informazioni emerse nell’inchiesta televisiva, il dispositivo recuperato nel 2024 sarebbe portatile e facilmente occultabile. Potrebbe essere trasportato in uno zaino, emettere impulsi radio o microonde programmabili e colpire bersagli anche a centinaia di metri di distanza, attraversando finestre o pareti sottili.
Gli investigatori ritengono che l’elemento decisivo non sia tanto la struttura dell’apparecchio quanto il software che controlla la modulazione dell’onda elettromagnetica. Sequenze rapide e variabili di impulsi potrebbero produrre proprio gli effetti descritti da molte vittime.
Nel corso delle indagini è stato citato più volte anche il possibile ruolo di apparati russi. Alcune ricerche giornalistiche hanno individuato membri di un’unità dell’intelligence militare di Mosca nei pressi di alcuni luoghi dove si sono verificati gli episodi. Il Cremlino ha sempre respinto qualsiasi accusa.
L’intelligence statunitense ha annunciato una nuova revisione dei casi classificati come Anomalous Health Incidents. Intanto molti dei funzionari colpiti chiedono da anni il riconoscimento ufficiale delle loro condizioni come danni subiti durante il servizio.
Tra loro c’è anche un ex dirigente della Cia che descrive così il sentimento diffuso tra le vittime. Oltre ai problemi neurologici, racconta, pesa la convinzione di non essere stati ascoltati per molto tempo dalle istituzioni del proprio paese.