Garlasco, la teoria dell'avvocato Lovati sul delitto di Chiara Poggi
Massimo Lovati rilancia una nuova ipotesi sul delitto di Chiara Poggi e lega l’omicidio alla scoperta di video pedopornografici. L’avvocato sostiene che i segni sugli occhi della giovane possano rappresentare un messaggio lasciato dopo la morte.
A quasi diciannove anni dall’omicidio di Chiara Poggi, il caso di Garlasco continua a far discutere. Durante un collegamento televisivo con la trasmissione Mattino Cinque, l’avvocato Massimo Lovati, in passato legale di Andrea Sempio, ha illustrato una ricostruzione personale sul possibile movente del delitto avvenuto nel 2007.
Secondo Lovati, la giovane potrebbe aver scoperto materiale riconducibile a un presunto circuito internazionale di pedopornografia. Nella sua ipotesi, Chiara si sarebbe imbattuta per caso in alcuni video e avrebbe riconosciuto persone reali presenti nelle immagini, circostanza che avrebbe portato alla sua eliminazione.
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L’avvocato ha parlato di un mercato illegale estremamente ricco e organizzato a livello globale, capace di muovere cifre enormi. Per spiegare la portata economica e criminale di questo traffico ha citato anche vicende internazionali legate a figure come Jeffrey Epstein.
Un punto centrale della sua ricostruzione riguarda i segni individuati sul volto della vittima. Lovati ha sostenuto che i tagli sugli occhi potrebbero avere un valore simbolico, come se chi li avesse provocati avesse voluto lanciare un avvertimento: la giovane non avrebbe dovuto vedere ciò che aveva scoperto.
Secondo il legale, quei segni sarebbero stati praticati quando Chiara era già morta. A suo giudizio si tratterebbe di incisioni nette, compatibili con uno strumento chirurgico come un bisturi e non con un’arma improvvisata.
Si tratta comunque di una ricostruzione che non compare nelle sentenze definitive sul delitto di Garlasco. Le parole di Lovati hanno riacceso il dibattito mediatico sul caso, ancora oggi tra i più discussi della cronaca italiana.
Durante la trasmissione la conduttrice Federica Panicucci ha preso le distanze dalle affermazioni dell’avvocato, ricordando la delicatezza del tema e invitando a basarsi su elementi accertati nelle indagini.
Nel confronto è intervenuto anche l’avvocato Giada Bocellari De Renzis, che ha sollevato un dubbio sulla dinamica dell’omicidio. Se l’autore fosse stato Alberto Stasi, ha osservato, non sarebbe chiaro il motivo di agire con tanta fretta in una fascia oraria in cui la casa dei Poggi poteva apparire vuota.
Secondo De Renzis, la fretta potrebbe invece appartenere a chi temeva l’arrivo improvviso del fidanzato della vittima. Un’osservazione che riporta l’attenzione sui tempi e sulle circostanze dell’omicidio avvenuto nell’abitazione di Garlasco.