Linda Calistri, la pilota più giovane d'Italia che vola a 24 anni e sfida i pregiudizi

Linda Calistri è la pilota più giovane d’Italia e racconta che, nonostante brevetti e licenze, molti dubitano delle sue capacità per l’età. A 24 anni vola come primo ufficiale per Transavia e ricorda quando un passeggero chiese al comandante se fosse davvero capace.

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Linda Calistri, la pilota più giovane d'Italia che vola a 24 anni e sfida i pregiudizi

A 24 anni Linda Calistri è la pilota più giovane d’Italia. Originaria di Pistoia, oggi lavora come primo ufficiale per Transavia, compagnia low cost del gruppo Air France-KLM. La sua carriera è partita presto: a soli 21 anni era già seduta in cabina di pilotaggio su voli di linea.

Il percorso è iniziato dopo il diploma scientifico, durante la pandemia. In quel periodo Linda decide di iscriversi alla scuola di volo di Forlì. I primi incarichi arrivano con Ita Airways, poi con Ryanair, prima del trasferimento ad Amsterdam dove prosegue la carriera con la compagnia olandese.

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La passione per il volo nasce molto prima. «Già alle medie pensavo agli aerei», racconta. In famiglia c’era chi condivideva lo stesso interesse: il padre aveva sempre avuto il desiderio di diventare pilota, ma non aveva mai intrapreso quella strada.

Nel frattempo sono arrivati anche riconoscimenti ufficiali. L’Enac nel 2023 le ha assegnato un premio per essere stata la più giovane donna ad aver ottenuto il brevetto di pilota commerciale. Nei giorni scorsi è arrivato un nuovo riconoscimento: quello di pilota più giovane ad aver conseguito la licenza di pilota di linea.

Il primo volo di linea resta uno dei ricordi più vivi. Era febbraio 2023 e la rotta era Roma-Atene con Ita Airways. Da allora l’attività è proseguita con centinaia di ore di volo accumulate, passo necessario per puntare un giorno al ruolo di comandante.

Per arrivarci servirà ancora esperienza. Linda possiede la licenza Atpl, che permette di accedere al corso per diventare comandante, ma ogni compagnia stabilisce tempi e criteri propri prima di affidare quel ruolo.

Tra le difficoltà affrontate finora c’è soprattutto l’età. Quando ha iniziato a lavorare in cabina aveva appena 21 anni e spesso le capita che qualcuno si sorprenda vedendola ai comandi. «Dimostro meno anni di quelli che ho e c’è chi si chiede se sono davvero qualificata», racconta.

Qualche dubbio arriva anche all’interno dell’ambiente di lavoro. A volte, dice, alcuni comandanti si sono chiesti se fosse lì per merito o per le cosiddette quote rosa. «In realtà sugli aerei non esistono quote: vola solo chi ha le competenze», spiega.

Lo scetticismo talvolta arriva anche dai passeggeri. Prima di un volo, ricorda, un viaggiatore entrò in cabina e chiese al comandante se lei fosse davvero capace, mentre era lì accanto. In quell’occasione il collega intervenne subito prendendo le sue difese.

Tra gli aeroporti preferiti Linda cita Tenerife Sud, dove il vento rende gli atterraggi più impegnativi e quindi più stimolanti per chi pilota. Quanto agli aerei, ha volato sia con Boeing sia con Airbus, ma se deve scegliere non ha dubbi.

Il modello che preferisce è il Boeing 737. «Richiede più interventi manuali, con la cloche e i cavi di comando», spiega. Gli Airbus, invece, sono molto automatizzati e pieni di sistemi elettronici che semplificano il lavoro ma riducono il piacere della guida diretta.