Sifilide in aumento tra i giovani, l'allarme di Matteo Bassetti sui casi tra i 15enni
Matteo Bassetti segnala l’aumento dei casi di sifilide tra adolescenti anche di 15 anni. L’infezione sessualmente trasmessa, causata da un batterio e curabile con antibiotici se scoperta presto, torna a diffondersi tra i giovani per rapporti non protetti e scarsa prevenzione.
La sifilide torna a circolare con maggiore frequenza anche in Italia e i medici osservano un cambiamento che preoccupa. Le diagnosi riguardano sempre più spesso ragazzi molto giovani. L’infettivologo Matteo Bassetti segnala che tra i nuovi casi compaiono anche adolescenti di 15-17 anni, un dato che indica un abbassamento dell’età media delle infezioni.
Si tratta di una malattia batterica trasmessa soprattutto attraverso rapporti sessuali non protetti. Non è un’infezione del passato: continua a diffondersi quando le misure di prevenzione vengono trascurate. Se individuata nelle prime fasi, la malattia può essere curata con antibiotici in modo efficace.
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Il problema nasce quando l’infezione non viene riconosciuta in tempo. Senza trattamento può progredire e provocare complicazioni serie, arrivando a coinvolgere sistema nervoso e apparato cardiovascolare. Durante la gravidanza, inoltre, l’infezione può avere conseguenze anche per il feto.
Il contagio avviene tramite contatto diretto durante rapporti vaginali, anali o orali con una persona infetta. I primi segnali possono essere piccole lesioni sui genitali o nella bocca, oppure eruzioni cutanee. A volte questi sintomi scompaiono spontaneamente e la persona pensa di essere guarita, ma il batterio resta nell’organismo e può continuare a essere trasmesso.
Secondo diversi specialisti, l’aumento dei casi tra i giovani è legato anche a cambiamenti nei comportamenti sessuali. L’uso del preservativo risulta meno frequente rispetto al passato e molti ragazzi percepiscono un rischio minore legato alle infezioni sessualmente trasmesse.
A influire sono anche le app di incontri e la maggiore facilità nel conoscere nuovi partner. Rapporti occasionali più frequenti, insieme a una scarsa informazione sanitaria, creano le condizioni per una maggiore diffusione delle infezioni sessualmente trasmesse.
Gli infettivologi chiedono campagne informative mirate soprattutto ai giovani. L’idea è utilizzare gli stessi strumenti di comunicazione che usano ogni giorno, come social network e piattaforme digitali. Tra le proposte c’è anche il rafforzamento dell’educazione sessuale nelle scuole.
Un altro punto riguarda l’accesso ai controlli. Facilitare i test per le infezioni sessualmente trasmesse permetterebbe di individuare prima i casi e iniziare le cure rapidamente. Alcuni esperti suggeriscono inoltre di rendere più semplice l’accesso ai preservativi nei luoghi frequentati dai ragazzi.
La prevenzione resta il mezzo principale per limitare la diffusione dell’infezione. Usare protezioni durante i rapporti con partner occasionali e sottoporsi a controlli periodici in caso di più partner aiuta a ridurre il rischio. In presenza di sintomi o dubbi, i medici raccomandano di rivolgersi a un centro sanitario per effettuare gli esami necessari.