Adescava uomini sulle app di incontri e li accusava di stupro quando veniva respinta
Stacey Sharples avrebbe accusato falsamente diversi uomini di stupro dopo essere stata respinta sugli incontri online. La 31enne britannica è finita sotto processo dopo anni di denunce ritenute inventate, che hanno portato all’arresto di varie persone innocenti.
Per anni avrebbe contattato uomini sulle piattaforme di incontri e, dopo averli incontrati, li avrebbe denunciati per violenza sessuale se le cose non andavano come voleva. Protagonista della vicenda è Stacey Sharples, 31 anni, cittadina britannica accusata di aver costruito una lunga serie di false denunce.
Secondo l’accusa, la donna trascorreva le giornate sui siti di dating come Badoo e Facebook Dating alla ricerca di uomini da incontrare. Una volta stabilito il contatto, si recava a casa loro. Quando però veniva respinta, o quando l’incontro non si concludeva come sperava, partiva la denuncia per stupro.
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Le indagini hanno individuato almeno 19 uomini coinvolti dal 2013. Alcuni di loro sono stati persino arrestati dopo le accuse. Davanti alla Corte della Corona di Bolton, la 31enne ha ammesso la responsabilità di dieci episodi.
Durante il processo il giudice Nicholas Clarke ha definito le accuse “un mucchio di menzogne”, spiegando che gli uomini indicati nelle denunce non avevano commesso alcun reato. Molti di loro, però, hanno subito gravi conseguenze personali e professionali a causa delle indagini.
Uno dei testimoni ha raccontato di essere stato arrestato e di aver perso il lavoro dopo la denuncia della donna. L’uomo ha spiegato che Sharples era rimasta nella sua abitazione per una ventina di minuti: si erano baciati, poi lei aveva deciso di interrompere l’incontro. Lui aveva accettato senza problemi e le aveva chiamato un taxi per tornare a casa.
Poco dopo, però, la situazione è cambiata. La donna lo ha contattato accusandolo di averle fatto del male. L’uomo è stato rintracciato dalle autorità e rilasciato soltanto dopo il pagamento della cauzione. Ora Sharples rischia una condanna per intralcio alla giustizia.