Delitto di Garlasco, un anno di nuova indagine su Andrea Sempio tra Dna e perizie

Andrea Sempio è tornato sotto indagine l’11 marzo 2025 per il delitto di Chiara Poggi a Garlasco. A un anno dalla riapertura del caso, analisi sul Dna, impronte e nuove consulenze tecniche potrebbero portare la procura di Pavia a chiedere il processo.

Garlasco
Delitto di Garlasco, un anno di nuova indagine su Andrea Sempio tra Dna e perizie

L’11 marzo 2025 segna una svolta nel caso del delitto di Garlasco. A quasi diciannove anni dall’uccisione di Chiara Poggi, la procura di Pavia riapre il fascicolo e iscrive nel registro degli indagati Andrea Sempio, amico del fratello della vittima. L’ipotesi è concorso in omicidio. Da quel momento il caso torna stabilmente nelle cronache, mentre gli investigatori rimettono mano a vecchi atti e nuovi elementi.

L’inchiesta è guidata dal procuratore Fabio Napoleone insieme all’aggiunto Stefano Civardi e alle pm Valentina De Stefano e Giuliana Rizza, con le indagini affidate ai carabinieri del Nucleo investigativo di Milano. Dopo l’iscrizione nel registro degli indagati, gli investigatori hanno prelevato il Dna di Andrea Sempio per confrontarlo con il materiale genetico individuato sotto le unghie di Chiara Poggi nel 2007.

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Il nome di Sempio non compare per la prima volta nell’indagine. Nel 2016 era già stato indagato per lo stesso reato, ma la sua posizione fu archiviata in pochi mesi. Su quella decisione pesa oggi un altro procedimento aperto dalla procura di Brescia. I magistrati ipotizzano che l’archiviazione possa essere stata favorita da un pagamento di denaro e stanno verificando il ruolo dell’ex procuratore aggiunto Mario Venditti e del padre dell’indagato, Giuseppe Sempio.

La riapertura del caso nasce soprattutto dalle nuove analisi sul Dna trovato sotto le unghie della vittima, ma anche da alcune irregolarità emerse rileggendo gli atti dell’epoca. Gli investigatori hanno segnalato, tra le altre cose, verbali del 2008 redatti nello stesso momento per più persone, un malore accusato da Sempio durante un interrogatorio che non risulta annotato e alcune telefonate fatte alla casa dei Poggi nei giorni precedenti al delitto. Tra gli elementi rivalutati anche lo scontrino usato come alibi per la mattina dell’omicidio.

Nel corso dei mesi la difesa di Sempio è cambiata. Dopo una prima fase affidata agli avvocati Massimo Lovati e Angela Taccia, la strategia legale è passata all’avvocato Liborio Cataliotti. Intanto la procura ha chiesto un incidente probatorio per eseguire nuovi accertamenti genetici. La giudice Daniela Garlaschelli ha incaricato la biologa della polizia scientifica Denise Albani di effettuare le analisi.

A maggio Sempio è stato convocato in tribunale a Pavia per un interrogatorio, mentre i magistrati hanno ascoltato anche Marco Poggi, che oggi vive a Mestre, e Alberto Stasi, l’ex fidanzato della vittima condannato in via definitiva a sedici anni. In quell’occasione è stata depositata anche una consulenza su una traccia mai attribuita prima: la impronta numero 33 individuata sulle scale che portano alla cantina, ritenuta dagli inquirenti compatibile con Sempio.

L’indagato non si è presentato all’interrogatorio. Dopo quell’episodio la procura ha scelto di non diffondere più aggiornamenti pubblici sull’inchiesta. Nel frattempo sono proseguiti gli accertamenti tecnici. A dicembre è stata depositata la perizia genetica di Denise Albani, secondo cui il profilo isolato sotto le unghie di Chiara Poggi sarebbe compatibile con l’aplotipo Y di Andrea Sempio, anche se il materiale genetico risulta molto deteriorato.

Il risultato non coincide con le conclusioni della perizia realizzata nel processo d’appello del 2014 dal genetista Francesco De Stefano, mentre si avvicina alle valutazioni già espresse dai consulenti della procura di Pavia. Il confronto tra esperti resta aperto.

Nelle ultime settimane i magistrati hanno ricevuto altre due consulenze: una relazione informatica affidata all’esperto Paolo Dal Checco e una valutazione medico-legale dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo. I documenti, arrivati all’inizio di marzo, ricostruiscono in modo diverso alcune fasi dell’omicidio e vengono considerati rilevanti per l’accusa contro Andrea Sempio, oltre a rafforzare la tesi dell’estraneità di Alberto Stasi.

Il prossimo passaggio dell’inchiesta potrebbe arrivare nei prossimi mesi. La procura di Pavia sta valutando la richiesta di rinvio a giudizio, momento in cui verrebbe presentato per la prima volta l’intero quadro delle prove raccolte nell’ultimo anno.