Medico in pensione con oltre 100 giorni di ferie non godute, indennizzo da 60mila euro

Un medico del Servizio sanitario nazionale va in pensione con oltre 100 giorni di ferie mai utilizzate e ottiene circa 60mila euro di indennizzo. Il pagamento arriva dopo una vertenza con l’azienda sanitaria per i riposi maturati ma mai concessi durante il servizio.

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Medico in pensione con oltre 100 giorni di ferie non godute, indennizzo da 60mila euro

Un medico del Servizio sanitario nazionale ha concluso la carriera con un riconoscimento economico rilevante: circa 60mila euro per più di cento giorni di ferie accumulate e mai utilizzate. L’indennizzo è arrivato al momento del pensionamento, dopo una procedura avviata per il mancato godimento dei periodi di riposo maturati durante gli anni di lavoro.

Nel corso della sua attività il professionista aveva continuato ad accumulare ferie senza riuscire a usufruirne. Turni prolungati, organici ridotti e carichi di lavoro elevati hanno reso difficile prendere i giorni di riposo previsti dal contratto, una situazione che negli ospedali pubblici riguarda molti operatori sanitari.

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La vertenza è stata seguita dal network legale Consulcesi & Partners. Alla fine è stato raggiunto un accordo con l’azienda sanitaria, che ha riconosciuto un indennizzo complessivo di circa 60mila euro. La cifra deriva dal calcolo della retribuzione giornaliera, stimata in circa 350 euro per ciascun giorno di ferie non fruito.

Oltre al pagamento diretto, l’azienda ha versato anche i contributi previdenziali relativi alle somme riconosciute. Questo comporta un effetto anche sulla posizione pensionistica del medico, perché le cifre entrano nel conteggio contributivo.

Il caso riporta l’attenzione sul tema delle ferie non godute nella sanità. Negli ultimi anni il sistema sanitario pubblico ha dovuto affrontare una carenza strutturale di personale, turnazioni sempre più pesanti e una domanda crescente di prestazioni. In molti reparti il personale rinvia il riposo per garantire la continuità dei servizi.

La normativa considera però le ferie un diritto irrinunciabile. Quando il lavoratore non riesce a utilizzarle per esigenze organizzative dell’ente, la legge prevede la possibilità di monetizzarle al termine del rapporto di lavoro.

Anche sul piano giudiziario il fenomeno è in aumento. Nei primi due mesi del 2026 si contano circa 700 decisioni dei tribunali su casi legati alle ferie non utilizzate nel pubblico impiego sanitario. Secondo i dati disponibili, quasi il 98% delle sentenze ha dato ragione ai lavoratori che hanno presentato ricorso.

Se questo andamento dovesse proseguire per tutto l’anno, le stime indicano che nel 2026 potrebbero superare quota 4.200 le pronunce complessive su questo tipo di controversie nel settore sanitario pubblico.