Guerra in Iran, rincari su bollette e carburanti fino a 540 euro l'anno per famiglia

La guerra in Iran spinge verso l’alto i prezzi dell’energia e dei carburanti e pesa sulle famiglie italiane. Le stime indicano fino a 540 euro in più in un anno tra bollette e rifornimenti, mentre gas, elettricità e diesel registrano rincari già visibili.

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Guerra in Iran, rincari su bollette e carburanti fino a 540 euro l'anno per famiglia

Il conflitto in Iran rischia di incidere in modo diretto sulle spese quotidiane degli italiani. Secondo alcune simulazioni sui prossimi dodici mesi, una famiglia potrebbe arrivare a pagare fino a 540 euro in più tra bollette di energia e carburante per l’auto. Il motivo è il rialzo delle materie prime energetiche registrato dopo l’escalation militare.

Le proiezioni indicano che la spesa annuale complessiva per luce e gas potrebbe raggiungere i 2.829 euro. Prima dell’inizio della crisi le stime per il 2026 si fermavano a 2.427 euro. L’aumento quindi sfiora il 17% su base annua, con effetti immediati soprattutto sulle tariffe del gas.

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Nel dettaglio, il rincaro stimato per il gas arriva a circa 304 euro in più in dodici mesi. Per l’energia elettrica l’incremento previsto è di circa 98 euro. Il quadro è reso più complicato anche dalla difficoltà crescente di trovare contratti a prezzo fisso sul mercato libero.

I calcoli prendono come riferimento i consumi di una famiglia tipo, pari a 2.700 kWh l’anno di elettricità e 1.400 smc di gas. Le simulazioni considerano inoltre l’andamento previsto degli indici Pun e Psv, che rappresentano i valori di riferimento rispettivamente per elettricità e gas.

L’effetto della tensione internazionale si vede già alla pompa di benzina. Nei giorni successivi all’attacco di inizio marzo, il prezzo della benzina self service è cresciuto progressivamente: prima circa l’1%, poi il 4% e fino al 7% registrato pochi giorni dopo.

Per chi percorre circa 10 mila chilometri all’anno, il costo dei rifornimenti è salito rapidamente. Il maggiore esborso rispetto ai prezzi di fine febbraio era di circa 8 euro dopo pochi giorni, poi 41 euro e fino a 79 euro nel giro di una settimana.

Il rincaro è stato ancora più marcato per il diesel. Dopo un primo aumento dell’1%, il prezzo alla pompa è salito al 6% e poi al 15%. Con la stessa percorrenza annuale di 10 mila chilometri, la spesa extra per il carburante è passata da 8 euro a 58 euro fino a circa 140 euro.

L’impatto è evidente anche nel settore del trasporto merci. Per un camion impegnato in un viaggio di circa 3.000 chilometri, il costo del diesel è aumentato rapidamente: circa 14 euro in più nei primi giorni, poi 79 euro e fino a 191 euro rispetto ai livelli della settimana precedente.