Missile Tomahawk vicino alla scuola di Minab, nuovi video sulla strage delle bambine in Iran
Donald Trump respinge ogni accusa dopo l’esplosione del 28 febbraio a Minab, in Iran, che ha distrutto una scuola elementare e causato 175 morti. Un video verificato da analisti internazionali mostra però un missile Tomahawk colpire la zona pochi istanti prima.
Un filmato diffuso dall’agenzia iraniana Mehr e analizzato dal New York Times riapre il caso della strage nella scuola femminile Shajarah Tayyebeh a Minab, città costiera nel sud dell’Iran. Le immagini mostrano un missile da crociera colpire un’area militare a pochi metri dall’istituto elementare devastato il 28 febbraio. Nell’esplosione sono morte 175 persone, in gran parte bambine tra i 7 e i 12 anni.
L’attacco è avvenuto intorno alle 10.45 del mattino, nel primo giorno dell’offensiva lanciata da Stati Uniti e Israele contro obiettivi iraniani. Dalle analisi satellitari e dalla geolocalizzazione dei video emerge che la scuola è stata colpita quasi nello stesso momento della base navale adiacente, struttura gestita dal Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica.
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Nel filmato il missile centra quello che appare come un edificio sanitario all’interno del complesso militare. Nello stesso istante una grande nube di polvere e fumo si alza dall’area della scuola. Questo dettaglio fa pensare che l’istituto sia stato centrato pochi secondi prima, o contemporaneamente, da un altro ordigno guidato.
Esperti di armamenti che hanno esaminato le immagini, tra cui l’ex artificiere dell’esercito statunitense Trevor Ball, identificano il proiettile come un missile Tomahawk. Si tratta di un’arma a lungo raggio utilizzata dalle forze armate americane e non in dotazione né all’esercito iraniano né a quello israeliano.
Da Washington arrivano però smentite. Interpellato dai giornalisti, il presidente Donald Trump ha negato qualsiasi responsabilità statunitense, sostenendo che l’esplosione sarebbe stata causata dall’Iran. Il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha confermato l’apertura di un’indagine interna del Pentagono, mentre fonti militari citate da Reuters parlano della possibilità che si sia trattato di un errore di identificazione del bersaglio.