La storia di Domenico e il trapianto fallito, il racconto della madre Patrizia

Patrizia Mercolino racconta la morte del figlio Domenico dopo un trapianto di cuore non riuscito. Il bambino, malato fin da neonato, è morto dopo l’intervento del 23 dicembre 2025. La madre chiede verità e ricorda l’ultimo abbraccio del figlio.

Domenico
La storia di Domenico e il trapianto fallito, il racconto della madre Patrizia

Patrizia Mercolino ha ricordato in televisione il figlio Domenico Caliendo, morto dopo un trapianto di cuore non riuscito. La donna, ospite insieme al marito Antonio e all’avvocato Francesco Petruzzi, ha ripercorso le ultime settimane del bambino e le promesse fatte nel momento dell’addio. «Gli ho giurato che avrebbe avuto giustizia e che nessuno lo avrebbe dimenticato», ha detto.

La famiglia ha scelto di raccontare pubblicamente la vicenda per tenere viva la memoria del piccolo e sostenere altri bambini che attendono un trapianto. «Se siamo qui è per lui», ha spiegato la madre. «Altrimenti saremmo a casa a piangere». Il dolore più difficile da affrontare, ha aggiunto, è stato parlarne ai fratelli. La più piccola continua a baciare le foto di Domenico, mentre il maggiore le ha chiesto di far pagare i responsabili.

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I primi segnali della malattia erano arrivati quando il bambino aveva appena quattro mesi. Un pianto diverso dal solito spinse i genitori a portarlo al pronto soccorso dell’ospedale di Nola. Da lì il trasferimento al Monaldi, dove i medici diagnosticarono una cardiomiopatia dilatativa. Ai genitori fu spiegato che senza un nuovo cuore il piccolo avrebbe potuto vivere solo pochi anni.

Per oltre due anni la famiglia ha affrontato visite, terapie e controlli continui in attesa di un donatore compatibile. Nonostante la malattia, racconta la madre, Domenico riusciva a vivere come gli altri bambini grazie alle cure e all’attenzione quotidiana dei genitori.

La svolta arriva la sera del 22 dicembre 2025, quando dall’ospedale arriva la telefonata che annuncia la disponibilità di un cuore. Patrizia ricorda un presentimento difficile da spiegare. «Avevo una sensazione negativa e ho persino chiuso la telefonata». Anche il padre racconta di aver provato lo stesso timore mentre attendeva nel corridoio della terapia intensiva.

La mattina del 23 dicembre il bambino viene preparato per l’intervento. Poco prima di entrare in sala operatoria si lancia tra le braccia della madre pronunciando una sola parola. «Mamma». È l’ultimo abbraccio che Patrizia ricorda.

Dopo l’operazione, terminata nel tardo pomeriggio, i medici comunicano ai genitori che il nuovo cuore non riparte. Il piccolo viene collegato all’Ecmo, una macchina che sostiene la circolazione del sangue, nella speranza che l’organo inizi a funzionare o che arrivi un altro cuore disponibile.

La famiglia racconta di aver scoperto solo settimane dopo, attraverso le notizie diffuse sulla vicenda, che il cuore sarebbe stato trasportato congelato. «Io ho continuato a sperare fino all’arrivo del secondo cuore», ha detto la madre, spiegando di essersi sentita ingannata quando ha compreso cosa era accaduto.

L’avvocato Petruzzi sostiene che durante il trasporto ci sarebbero state irregolarità. Secondo quanto riferito, la temperatura non sarebbe stata monitorata e il contenitore utilizzato non avrebbe rispettato le linee guida previste per il trasferimento degli organi.

Oggi la famiglia Caliendo chiede chiarezza sull’accaduto e vuole portare avanti il progetto di una fondazione dedicata al bambino. Durante la trasmissione è arrivato anche un messaggio del cantante Sal Da Vinci, che ha annunciato l’organizzazione di una partita benefica con la Nazionale cantanti per raccogliere fondi destinati all’iniziativa in memoria di Domenico.