Donna muore dopo l'attesa dell'ambulanza a Vieste, indagati tre sanitari e la figlia

Antonia Notarangelo è morta durante il trasferimento verso un altro ospedale dopo un malore e un’attesa di circa un’ora per un’ambulanza al pronto soccorso di Vieste. La Procura di Foggia indaga su sanitari e sulla figlia che la accompagnava in auto.

Vieste
Donna muore dopo l'attesa dell'ambulanza a Vieste, indagati tre sanitari e la figlia

La morte di Antonia Notarangelo, 76 anni, avvenuta la notte del 31 agosto scorso lungo la strada tra Vieste e Peschici, è al centro di un’indagine della Procura di Foggia. La donna era stata colta da un malore e, dopo un passaggio al pronto soccorso di Vieste, stava raggiungendo in auto l’ospedale di San Giovanni Rotondo accompagnata dalla figlia.

Secondo quanto ricostruito, dopo l’arrivo al pronto soccorso non sarebbe stato possibile ottenere un’ambulanza in tempi brevi. Dopo circa un’ora di attesa, la figlia, Maria Teresa Ciuffreda, avrebbe deciso di trasferire autonomamente la madre in un’altra struttura sanitaria sperando in un intervento più rapido.

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Il viaggio però si è interrotto pochi chilometri dopo la partenza. All’altezza della zona di Baia delle Zagare, la 76enne è morta tra le braccia della figlia mentre l’auto era diretta verso l’ospedale di San Giovanni Rotondo.

Per chiarire le cause del decesso, il sostituto procuratore Matteo Stella ha disposto la riesumazione della salma e l’autopsia. L’incarico ai consulenti sarà conferito il 17 marzo e dovrà stabilire se vi siano state omissioni o errori nell’assistenza sanitaria ricevuta dalla paziente.

Nel registro degli indagati per concorso in omicidio colposo risultano tre sanitari e la stessa figlia della donna. Nel procedimento figurano inoltre undici familiari della vittima come parti offese.

L’avvocato Michele Sodrio, legale di Maria Teresa Ciuffreda, parla di una situazione paradossale e contesta l’ipotesi che la responsabilità possa ricadere sulla figlia della vittima. La difesa ha annunciato la nomina di un proprio consulente medico legale per seguire gli accertamenti e valutare gli sviluppi dell’inchiesta.

La vicenda era già stata raccontata dai familiari della donna subito dopo i fatti, anche attraverso una lettera del figlio della 76enne, che denunciava l’assenza di ambulanze disponibili nella zona e le difficoltà incontrate quella notte nel tentativo di ottenere soccorso.