Secondo biglietto per il peso, passeggeri contestano la politica di Southwest Airlines
Erika DeBoer racconta che prima di un volo Southwest Airlines le è stato chiesto di comprare un secondo biglietto per il suo peso. La richiesta, arrivata al gate davanti ad altri passeggeri, nasce dalla politica “Customer of Size” della compagnia.
Alla vigilia di un volo tra Omaha e Las Vegas, Erika DeBoer, 38 anni, si è sentita chiedere di acquistare un secondo posto sull’aereo. La richiesta le è stata fatta il 6 febbraio 2026 al gate di partenza da parte del personale di Southwest Airlines, che ha applicato la propria politica chiamata “Customer of Size”. La regola prevede che chi non riesce a stare comodamente in un solo sedile debba acquistare un posto aggiuntivo.
La compagnia ha poi rimborsato la spesa con un buono da 150 dollari. Nonostante il rimborso, la passeggera racconta di essere rimasta colpita soprattutto dal modo in cui la situazione è stata gestita davanti ad altri viaggiatori. Gli addetti, ha spiegato, insistevano sul fatto che la decisione servisse a garantire la sicurezza e il comfort degli altri passeggeri.
Un’esperienza simile è stata descritta anche da Grace Simpson. Durante un viaggio con coincidenza da Norfolk a Baltimora e destinazione finale San Diego, la donna è stata fermata al gate da un supervisore della compagnia. Secondo quanto le è stato detto, avrebbe dovuto acquistare un posto supplementare prima di poter salire a bordo.
La passeggera ha però contestato la richiesta, ricordando di aver appena completato il primo tratto del viaggio senza alcun problema. Alla fine il personale le ha assegnato un posto libero nell’ultima fila dell’aereo e Simpson è partita senza dover pagare un secondo biglietto.
Nonostante ciò, la viaggiatrice racconta di aver vissuto momenti di forte imbarazzo. Il timore, ha spiegato, è che una decisione del genere possa essere presa in pubblico da un dipendente e portare perfino all’esclusione dal volo.
Le critiche delle due passeggeri non riguardano tanto l’esistenza della norma sui posti aggiuntivi, quanto l’assenza di parametri precisi. Secondo loro, la politica Customer of Size lascia troppo spazio alla valutazione del personale di terra, senza criteri oggettivi che stabiliscano quando un viaggiatore debba acquistare un sedile in più.
DeBoer sostiene che una decisione simile non dovrebbe arrivare all’improvviso in aeroporto. Simpson aggiunge che, senza standard chiari, il rischio è che la valutazione diventi personale e che i passeggeri si sentano giudicati pubblicamente per il proprio corpo.