Bimbi del bosco, il tribunale dell'Aquila dispone il trasferimento lontano dalla madre

I giudici del Tribunale per i minorenni dell’Aquila hanno disposto il trasferimento dei tre bimbi trovati nella casa nel bosco dopo aver ritenuto la madre ostile. I piccoli restano per ora nella struttura mentre i legali preparano il ricorso.

Famiglia nel bosco
Bimbi del bosco, il tribunale dell'Aquila dispone il trasferimento lontano dalla madre

I tre bambini della cosiddetta famiglia del bosco dovranno lasciare la casa-famiglia che li ospita da oltre cento giorni. Lo ha stabilito il Tribunale per i minorenni dell’Aquila nell’ordinanza con cui dispone il loro trasferimento in un’altra struttura protetta. Nelle motivazioni i servizi sociali descrivono la madre come una presenza «ostile e squalificante», giudizio che ha portato alla decisione di allontanare i piccoli anche da lei.

Per il momento i bambini sono ancora nella stessa struttura, ma il provvedimento è destinato a cambiare presto la loro sistemazione. I legali della coppia anglo-australiana stanno preparando un ricorso con richiesta di sospensione. L’avvocata Danila Solinas parla di decisione «irricevibile» e «macroscopicamente errata» e annuncia battaglia nelle sedi giudiziarie.

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La vicenda continua a provocare reazioni anche sul piano politico. La ministra per la Famiglia Eugenia Roccella ha definito il trasferimento una «misura estrema» e ha sostenuto che le verifiche sulla situazione familiare avrebbero dovuto precedere la separazione dei bambini dai genitori.

Nel frattempo è iniziata la ricerca di una nuova struttura pronta ad accogliere i tre minori. L’operazione si sta rivelando complicata. Alcune case famiglia preferiscono evitare l’esposizione mediatica che circonda il caso, altre risultano troppo lontane dall’abitazione dove ora vivono i genitori, rendendo difficili gli incontri con i figli.

La tensione resta alta anche tra i protagonisti della vicenda. Secondo la difesa, la madre sarebbe stata allontanata dalla struttura mentre i bambini gridavano e chiedevano di restare con lei. Il padre Nathan ha potuto vedere i figli per tutta la mattinata, mentre la madre Catherine ha parlato con loro in videochiamata per quasi un’ora.

La donna ha trascorso la giornata nel casolare dove la famiglia viveva prima dell’intervento delle autorità, occupandosi della casa e degli animali. Davanti ai giornalisti ha scelto il silenzio, mentre la sorella Rachel, arrivata dall’Australia insieme alla madre della donna, ha raccontato lo stato d’animo della famiglia parlando di shock.

Secondo quanto emerso, la decisione del tribunale avrebbe provocato anche un duro confronto tra i due genitori. Nathan avrebbe chiesto più volte alla moglie di interrompere lo scontro con le assistenti sociali che seguono il caso.

Davanti alla struttura che ospita i minori si è svolta una fiaccolata di sostegno organizzata da alcuni cittadini. Sui guardrail della strada sono comparsi peluche e cartelli con scritte a favore dei bambini. Quando Nathan è uscito in auto, ha salutato brevemente i presenti prima di tornare verso la casa nel bosco dove la famiglia viveva.